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LUNEDì 27 APRILE ore 11.00 Aula Magna della Facoltà di Lettere : Conferenza stampa promossa da LettereInMovimento con l'Ordine dei Medici ed i Professori della Facoltà di Lettere




martedì 4 novembre 2008

Assemblea di LettereInMovimento del 4/11/2008

Verbale

Ordine del giorno:

1) Questione spazio del collettivo e delle "lezioni in piazza".
2) Organizzazione di azioni dimostrative.
3) Votazione del documento elaborato dal gruppo Proposta Politica (rimandato a prossima assemblea, per mancanza di tempo).

1) Spazio del collettivo e lezioni in piazza.

Visto che lo spazio assegnato dal Consiglio di facoltà è un luogo di lavoro assegnatoci senza comunicarlo all’impiegata, l’assemblea ha deciso di sollecitare la reale assegnazione dello spazio incalzando una risposta del Preside di facoltà e del Consiglio di Dipartimento, del quale la lavoratrice è dipendente. Il Consiglio di Dipartimento si ritroverà il 6/11 e verrà inviata una e-mail al prof. Carli per rendere effettiva la decisione del Consiglio di facoltà.
L’assemblea richiederà alla facoltà l’apertura della parte agibile dell’ex carcere per avere uno spazio proprio senza intralciare le attività altrui e come azione simbolica per far sì che gli studenti si possano riappropriare dei decadenti spazi dell’Università, una volta area dei secondini, trascurati per mancanza di fondi. L’assemblea si è espressa positivamente in merito ad una eventuale occupazione nel caso in cui l’autorizzazione fosse negata.

L’assemblea è, inoltre, d’accordo nell’utilizzare un punto fisso in città, con l’apporto organizzativo di una tensostruttura fornita dalla Cgil.
In merito alle "lezioni in piazza" è stata convocata un’assemblea lunedì p.v. alle h 17.00 per discutere i contenuti e i modi delle future lezioni in accordo con i docenti di Lettere e di altre facoltà.

2) Organizzazione di azioni:

- Venerdì 7/11: (giornata di mobilitazione locale/nazionale nelle città coinvolte dall’Onda): l’assemblea approva l’iniziativa simbolica al rettorato (invasione pacifica, sit-in e richiesta di una posizione del neo-rettore in merito ai provvedimenti legislativi oggetto della protesta) degli studenti di LettereInMovimento insieme a studenti di altre facoltà e del polo reggiano.
h. 10.30: ritrovo in facoltà di Lettere per muoversi verso il rettorato;

- 8/11 L’assemblea approva la lezione in piazza tenuta dalla prof. Procacci sulla "Grande Guerra" in Piazza Grande, h. 12.00-13.30;

Gli eventi del 7 e 8 verranno volantinati nei prossimi giorni.

- 14/11: Manifestazione a Roma. Le possibilità per arrivare alla manifestazione sono i mezzi gratuiti messi a disposizione dala Cgil o il muoversi autonomamente con un possibile treno a prezzo politico occupato dal movimento. L’assemblea, decimata, si trova divisa sulle due possibilità e si riserva una decisione futura nell’immediato.

Relazione delle iniziative del gruppo creativo:

-Aggiornamento sullo stato della “Galleria di Arte Iconica sul Sapere”;

-Organizzazione del “funerale dell’Università Pubblica”, al momento rimandata a sabato 29/11/2008;

-L’assemblea accoglie l’istituzione di un banchetto informativo. E’ approvata inoltre l’azione dimostrativa di volantinaggio con lavaggio di vetri ed elemosina e lo “Spaccio di teatro”, in data da destinare.

Appuntamenti in programma:

- Lunedì 10/11 h 17.00: assemblea con i professori per definire le prossime "lezioni in piazza";

- Martedì 11/11 h 17.00: assemblea con al primo punto dell’Odg la discussione e la votazione del documento politico e degli altri documenti non affrontati oggi;

- 14 novembre: Manifestazione a Roma;

- 15 novembre: assemblea a Roma con le varie realtà italiane di movimento;

- 22 novembre: L’assemblea aderisce all’iniziativa della CGIL con Conferenza di assessori del Comune di Modena e spazio ricreativo a seguire;

- 29 novembre: "funerale dell'Università" da prepararsi e coordinarsi con gli studenti medi e superiori.

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L'obbedienza non è più una virtù... contro i tagli all'Istruzione ed il fasto delle Forze Armate!



Da Liberazione del 04/11/2008, "4 Novembre, lutto nazionale", di Piero Sansonetti

Nelle pagine interne (dal nostro canto, nel link sottostante, ndr) troverete il testo integrale della lettera aperta di Don Lorenzo Milani ai cappellani militari. E' un testo del 1965, più di quaranta anni fa. Costò cara al suo estensore, che subì due processi penali per apologia di reato, l'ultimo dei quali si concluse dopo la sua morte.
Non so se tutti voi conoscete don Milani. E' stato un sacerdote eccezionale e forse uno dei pochissimi intellettuali grandi e completi della storia italiana del dopoguerra. Aveva una visione del mondo fortissima, suggestiva, ispirata al Vangelo e arricchita da una cultura vasta e molto moderna. Poneva al centro di tutto due cose: il diritto all'istruzione, al sapere; e il diritto dei poveri a combattere le ingiustizie sociali. Don Milani morì nel giugno del '67, non visse il '68, però ne fu protagonista, è impossibile pensare al '68 italiano senza tener conto del suo pensiero e delle sue iniziative. La «Lettera a una professoressa», che fu pubblicata pochi mesi prima della sua morte, è un libro fondamentale per costruire una coscienza politica, e contiene la più chiara, netta e rigorosa condanna della scuola di classe e della società di classe. Fu un evento quel libro, e scosse dal torpore una intera generazione di ragazzi cattolici.
La lettera ai cappellani militari invece è una pietra miliare del pacifismo.
La pubblichiamo oggi, 4 novembre, e cioè nel giorno nel quale le istituzioni si lasciano prendere dall'orgia guerresca delle commemorazioni, e dell'esultanza per la presunta vittoria militare del 1918. Vorremmo che la lettera di don Lorenzo diventasse il manifesto del boicottaggio del 4 novembre. Se potete, fotocopiatela, distribuitela, portatela nelle scuole, oppure diffondetela nelle piazze dove si festeggia la carneficina del '15-'18. Non credo che nessuno possa leggere quelle righe di Don Milani e restare indifferente. Rappresentano una critica devastante e indignata a questo spirito combattentistico e patriottico. Nelle prime righe Milani chiarisce un concetto: l'idea di patria non gli è mai piaciuta. Scrive: «Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri...».
Voi sapete che questo giornale ha aderito alla campagna per il boicottaggio del 4 novembre organizzata dai «Beati costruttori di pace», dal movimento nonviolento e da Peacelink. Ed è stato oggetto di molte polemiche, da parte della destra e anche del partito democratico. Ci hanno accusato di antipatriottismo, di antinazionalismo. Accuse che noi accettiamo volentieri, non ci offendono per niente. E oggi, visto che il ministro Ignazio La Russa ha proposto di ristabilire la festività del 4 novembre, cioè di far tornare il 4 novembre giorno di vacanza, come era prima degli anni '70, noi ci permettiamo di suggerire una correzione: facciamo pure tornare la vacanza, ma non per "festa" bensì per "lutto". Cosa è il 4 novembre? Il giorno della vittoria? Il giorno delle Forze armate? No davvero: la vittoria - abbiamo spiegato nei giorni scorsi - è un po' una invenzione, la guerra nacque su un tradimento dell'Italia e fu vinta dagli eserciti europei e non certo dal nostro, il quale, in realtà, ottenne solo umilianti e stupide sconfitte. Le Forze armate non hanno nulla da ricordare, anzi, sarebbe meglio se stendessero un velo di pietà su quei giorni tragici. E allora cos'è il 4 novembre? La fine del massacro, della carneficina, dell'orrore, della vigliaccheria dei comandi militari, dell'orrore della politica opportunista e assassina. Trasformiamo il 4 novembre in giornata di lutto nazionale. Date retta: è una buona idea.

Link al testo integrale della lettera aperta di Don Lorenzo Milani ai cappellani militari.

http://www.donlorenzomilani.it/don_milani/lettere_cappellani.php



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lunedì 3 novembre 2008

Vignetta

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Riflessioni da InfoAut...

03.11.2007

NO-GELMINI: IL GOVERNO AL PIT-STOP: BATTUTA D'ARRESTO STRATEGICA!

... ma l'Onda non si ferma: iniziative per tutta la settimana, aspettando il 14
...

Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori impongono a Brunetta-Tremonti-Gelmini, trio fondamentalista del primato dell'economico, una "pausa di riflessione" circa l'applicazione del secondo tempo della riforma, quello riguardante nello specifico l'Università. Come hanno sottolineato in molti, la scelta di scendere a più miti consigli è segno della forza, capillarità e consenso di una protesta che ha attraversato tutto il paese nelle scuole di ogni ordine e grado. Una parziale vittoria, però...

Parziale perché l'indiscutibile risultato del movimento-Onda, con la paura che ha fatto ai piani alti, agitando gli altrimenti tranquilli sonni del premier con realistici incubi di sondaggi in picchiata, ha spinto tutti i poteri che intorno all'Università coagulano e prosperano ad una pressione inedita su di un governo sordo e decisionista. Hanno iniziato Lega ed A, le quali hanno chiaramente invitato il governo ad una pausa di riflessione. Ha continuato in maniera sparsa l'aristocrazia feudale dei rettori, preoccupata dei tagli e dell'ingovernabilità degli atenei, molto meno del divenire-Fondazione dell'Università cui buona parte di essi guarda invece con malcelato interesse. L'ha capito per ultimo Berlusconi, che non può accettare di veder crollare il consenso bulgaro (così almeno sembra) dei primi mesi del suo governo.
La scuola dunque come partita politica decisiva, blocco sociale coeso contro cui si sta scagliando l'esecutivo dei tagli a muso duro.

Il governo sceglie dunque di fare un passo indietro per farne molti di più in avanti in un futuro molto prossimo, confidando in un fisiologico rientro della protesta, in un riflusso dell'Onda, sperando di prenderci, tutte e tutti, per stanchezza.
Ai soggetti dell'irrappresentabile protesta il difficile ma irrimandabile compito di riprodurre e rilanciare la mobilitazione, continuando nella ricerca di forme non-rituali. Ad insegnanti e genitori la necessità d'inventare pratiche possibili di un interno sabotaggio della legge, agli studenti medi il programma di un'inedita alleanza coi loro insegnanti, agli universitar* la continuazione di una protesta non-rituale che fa dell'uscita dall'Accademia, direttamente nelle strade della metropoli, il suo perno di forza.

Non difficilmente si scorge l'operato infame tessuto dalle maglie di un'opposizione inesistente ma accalappiata come tanti avvoltoi (DiPietro e Veltroni) pronti a scagliarsi sulla preda-movimento con la carta del recupero istituzionale e del prosciugamento delle tante e differenti ricchezze soggettive prodotte dal movimento: l'innominabile referendum... una proposta da rifiutare, che segnerebbe la sconfitta di una mobilitazione che continua ad aprire ben altre prospettive.

InfoAut

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domenica 2 novembre 2008

Il sito di Giulietto....


L'Onda travolge il sito di Tremonti....



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sabato 1 novembre 2008

L'Onda Anomala prepara la grande mareggiata!

Roma 31.10.08

Riprendiamo parola, dopo la giornata straordinaria del 30. L'Onda è diventata una grande mareggiata che ha invaso la città di Roma, milioni di studenti, insegnanti, ricercatori, docenti universitari, bambini; un'alleanza senza precedenti ha chiesto di poter decidere sul proprio presente e sul proprio futuro. Intanto, migliaia di studenti scendevano in piazza in tutta Italia. Non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati confederali, così come il 17 ottobre non si è trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati di base: in entrambi i casi si è trattato di un'esplosione sociale strabordante, incontenibile nelle sigle, così come nelle piattaforme. E' il mondo della Formazione in quanto tale che è sceso in piazza e ha bloccato il paese per chiedere l'immediata sospensione della legge 133 e del Dl 137, adesso divenuto legge.
L'Onda Anomala della Sapienza e di tutti gli atenei in mobilitazione in giro per l'Italia non poteva non contribuire alla mareggiata di giovedì. Siamo stati parte pur essendo indipendenti dai sindacati, pur avendo costruito dal basso, facoltà per facoltà, ateneo per ateneo, la nostra partecipazione. Solo a Roma 200.000 studenti si sono concentrati in piazza Esedra per poi dare vita ad un corteo alternativo che ha raggiunto e assediato il ministero dell'Istruzione. Un'altra grande giornata gioiosa e radicale che ha visto protagonisti non solo gli studenti delle facoltà occupate della Sapienza, ma anche gli studenti di Roma 3 e di Torvergata, gli studenti medi di tantissime scuole romane, studenti universitari e medi provenienti da altre città italiane.
Sulla scorta di questo bilancio attivo, in primo luogo ci chiediamo come trasformare la potenza dello sciopero generale in uno strumento di conflitto continuativo con il governo che, non solo sembra poco interessato al dialogo, ma usa la minaccia, l'arroganza, le provocazioni neofasciste (la difesa dei picchiatori di Blocco studentesco, la sigla che fa riferimento all'associazione Casa Pound, in questo senso parla chiaro), per replicare ai movimenti. Per un verso l'assenza e il blocco delle procedure parlamentari, per l'altro l'offensiva e la criminalizzazione del movimento studentesco che mai come in questo momento è radicato, ampio e sostenuto dalla maggioranza del paese. La retorica della minoranza o dei facinorosi non tiene più di fronte alla forza dei fatti: ogni giorno decine di migliaia di studenti in piazza, lezioni all'aperto, seminari nelle occupazioni, blocchi della circolazione, azioni di protesta creativa, centinaia di facoltà e scuole occupate. Minoranza è il governo, la sua ostilità nei confronti della democrazia e delle grandi istituzioni pubbliche della Formazione. Di fronte a quanto sta avvenendo poi sul terreno dei contratti, ci sembra scontato avanzare una proposta che non parla della saldatura tradizionale tra mondo della Formazione e mondo del Lavoro, ma che prova a nominare in forme comuni la risposta e l'opposizione sociale alle politiche del governo, all'arroganza di Confindustria, ai provvedimenti che vogliono far pagare la crisi economica globale agli studenti, ai precari, ai lavoratori. Ci sembra questa l'occasione per promuovere uno sciopero generale “coordinato e continuativo” che, categoria per categoria, blocchi il paese e la produzione di ricchezza. “Noi non pagheremo la vostra crisi” è uno slogan che sta correndo di bocca in bocca e che sta facendo emergere una rivolta generazionale senza precedenti. Le sigle sindacali (confederali e di base), indipendentemente dalle loro divergenze programmatiche, dovrebbero avere la capacità di capire quanto sta accadendo nel paese e quale domanda di rottura e di trasformazione si sta radicando ed estendendo socialmente. Capire, ma anche agire di conseguenza e questa azione non può essere che lo sciopero, generale e generalizzato.
Per quanto riguarda il movimento universitario e studentesco riteniamo fondamentale costruire al meglio le giornate del 7 novembre e del 14: per un verso la mobilitazione dislocata, città per città, per l'altro la grande manifestazione nazionale a Roma. In entrambi i casi è necessario fare uno sforzo organizzativo importante, ma in particolare il 14 richiede l'impegno di tutti gli atenei in mobilitazione. In primo luogo, infatti, dobbiamo fare in modo che la manifestazione riesca al meglio, anche perché, con buona probabilità, si tratterà di un decisivo momento di opposizione e di conflitto non solo nei confronti della legge 133, ma anche nei confronti del progetto di riforma organica dell'Università promesso dalla Gelmini e che dovrebbe essere reso pubblico al termine della prossima settimana. In secondo luogo dobbiamo rendere possibile, e organizzarci di conseguenza, lo spostamento di decine di migliaia di studenti: iniziare da subito un percorso di trattativa sulla mobilità è quindi fondamentale.
Riteniamo infine indispensabile dare vita ad una grande occasione di discussione assembleare nazionale a Roma e pensiamo che le giornate del 15 e del 16 novembre possano essere le più adatte: la scadenza del giorno prima, infatti, renderebbe possibile a tante e tanti di trattenersi nelle facoltà occupate della Sapienza e di poter partecipare alla discussione e di estenderla alle scuole e agli studenti medi in mobilitazione. Pensiamo ad un'assemblea che si ponga in primo luogo l'obiettivo di garantire l'estensione e la durata di questo straordinario movimento. Questo significa discutere innanzi tutto di contenuti e pratiche di lotta: come qualificare e far emergere in primo piano il tema dell'autoriforma; che tipo di rapporto promuovere con le realtà sindacali e le esperienze di lotta del lavoro precario; come dare continuità alle pratiche di conflitto e di blocco della città; come trasformare la mobilitazione contro la legge 133 e l'eventuale riforma in mobilitazione generale contro la crisi economica. In secondo luogo la discussione dovrà provare a definire forme e metodi della relazione nazionale, assumendo che non esistono ricette e che le soluzioni da raggiungere dovranno essere all'altezza della forza, dell'ampiezza e della ricchezza di questo movimento. Invitiamo tutte le facoltà occupate, gli atenei in mobilitazione a riflettere su proposte e idee da condividere, per far sì che l'assemblea diventi una grande occasione di espressione e di organizzazione, nel segno dell'autonomia e dell'irrappresentabilità del movimento studentesco.

da La Sapienza occupata e in mobilitazione - UniRiot

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Perché Einstein, Darwin e Montessori?

A tutti/e i/le visitatori/trici del blog sembrerà quanto meno misterioso il riferimento a questi "tre mostri sacri" della cultura internazionale nell'identificazione dei nostri portavoce! Il motivo è presto spiegato: si è deciso, dopo aver collettivamente votato, che fosse significativo esprimere all'esterno le nostre posizioni rendendo contemporaneamente omaggio ad alcuni degni rappresentanti della Ricerca e della Conoscenza, così sottostimate e vilipese dai salassi governativi. Si è proposta una rosa di nomi e cognomi eccellenti, per poi scegliere, a maggioranza questi tre. Infine, è doveroso chiarire che gli "alias" dei nostri portavoce non saranno a rotazione, ma fissi; rotazione che invece avverrà per la presenza fisica e materiale delle persone che dovranno dar loro sostanza (e che, per converso, vi sarà ironicamente taciuta)!

p.s: un fisico, un geologo/naturalista/agronomo ed una pedagogista! Davvero niente male per dei letterati, antropologi, storici, filosofi quali siamo, non trovate?

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