Informazioni e Appuntamenti

Autofinanziamento del collettivo: attivo di 229,47 €

LUNEDì 27 APRILE ore 11.00 Aula Magna della Facoltà di Lettere : Conferenza stampa promossa da LettereInMovimento con l'Ordine dei Medici ed i Professori della Facoltà di Lettere




mercoledì 12 novembre 2008

Verbale assemblea 11/11/2008

Assemblea di LettereInMovimento del 11/11/2008.

Ordine del giorno discusso:

1) Autofinanziamento;
2) Votazione del documento politico;
3) Organizzazione del 14 novembre e collaborazione tra atenei in vista della manifestazione a Roma;
4) Proposte per la seconda tranche delle "lezioni in piazza";
5) Lettera al Rettore;
6) Firme per il Rettore.

1) Autofinanziamento. All’inizio della riunione sono stati raccolti 62 euro, che, sommandosi a quelli precedentemente raccolti, formano un attivo di 80 euro.

2) Votazione del documento politico. L’atto costitutivo di LettereInMovimento è stato approvato in tutte le sue parti, dopo una discussione e una votazione punto per punto. Sarà, a breve, pubblicato sul blog.

3) Manifestazione a Roma. Dopo l’azione dimostrativa di venerdì, LettereInMovimento ha deciso di spostarsi verso Roma in treno, cercando di mobilitare quante più persone possibili. A questo fine, il collettivo ha in programma un massiccio volantinaggio, esteso anche alle scuole superiori.
I dettagli dello spostamento non sono ancora definiti, indicativamente l’appuntamento è alle 21:30 di giovedì sera in stazione, a Modena, per poi aggregarsi ai treni da Milano o agli studenti che partono da Bologna. Parimenti non è definito il nostro collocamento nel corteo, ma sarà presumibilmente all’interno dello spezzone "di movimento" degli atenei non romani, al seguito di quest’ultimi.
Sono state illustrate anche le modalità di svolgimento dell’assemblea nazionale del 15 e 16, a breve consultabili sul blog.

4) Proposte per la seconda tranche delle "lezioni in piazza". Ieri, 10/11, si è tenuta una riunione con i docenti riguardo alla seconda tranche delle "lezioni in piazza", purtroppo con scarsa affluenza a causa dello sciopero dei mezzi. Le proposte che sono emerse verranno discusse domani in Consiglio di facoltà ed in una assemblea organizzativa di azioni pratiche, prevista per lunedì 17/11, alle 17:00, Aula multimediale Lettere.
L’assemblea delega i propri portavoce per esporre le proprie idee in merito, rigurdo al succitato Cdf del 12/11. LettereInMovimento propone di concentrare una o due lezioni al giorno, di durata più breve delle ordinarie lezioni accademiche, tenute da insegnanti sia di Lettere che di altre facoltà. I temi da affrontare dovrebbero riguardare le materie dei docenti e le questioni di attualità.

5) Lettera al Rettore. In seguito alla mancata presa di posizione del Rettore, LettereInMovimento propone una lettera per sollecitare una sua pronunciazione in merito alla legge 133/2008 ed al dl 180/2008.

6) Firme per il Rettore. L’assemblea approva una raccolta firme per "provare" al Rettore ed agli altri organi il peso numerico del collettivo; pertanto le firme saranno quelle degli studenti di LettereInMovimento e degli altri collettivi formatisi nell’ambito della mobilitazione, oltre che di chiunque altro studente approvasse il nostro lavoro politico per come lo stiamo attuando.

La prossima assemblea di collettivo è fissata per martedì 18/11, Aula multimediale Lettere, ore 17.

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martedì 11 novembre 2008

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dl 180/08 su Università e Ricerca!

Si tratta della versione definitiva (qui consultabile integralmente Decreto Legge n. 180), e controfirmata dal capo dello Stato, del decreto legge licenziato dal Consiglio dei ministri del 6 novembre scorso (sul quale già avevamo espresso qualche parziale parere e postato il commento unitario dei sindacati confederali: http://lettereinmovimento.blogspot.com/2008/11/il-governo-fa-mezza-marcia-indietro-ma.html), circolato ufficiosamente fra gli organi di stampa.

Per una valutazione complessiva del dl 180/08 vi rimandiamo al più presto (ma rispetto ai punti che più contestiamo: blocco del "turn-over", possibilità per le Università di trasformarsi in Fondazioni, tagli pesanti ed indiscriminati, le critiche permangono le stesse in quanto non c'è traccia di modifiche, rispetto al testo ufficioso del 6 novembre; vi sono modifiche, invece, in particolare sulle modalità di svolgimento dei concorsi e sulla composizione delle relative commissioni).

LA LOTTA CONTINUA! DA OGGI ANCHE CONTRO IL DL 180/08!

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

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lunedì 10 novembre 2008

Sagge considerazioni....

Da il Manifesto del 09/11/08

Può sembrare che l'opposizione sociale emersa nelle scorse settimane abbia attenuato la furia regressiva scatenata sulla Scuola italiana. Alcuni segnali di parte ministeriale potrebbero apparire come recettivi delle domande del movimento. Massima deve essere quindi la nostra diffidenza. Abbandonata la iattanza dei mezzi, resta intatta la scelleratezza inaudita dell'intento governativo. A enunciarlo e avviarlo è la legge n. 133 dell'agosto scorso, esemplare per efficacia distruttiva accompagnata da furbizia truffaldina. Con le sue disposizioni intrufola una schiacciante compressione del sistema universitario in una legge finanziaria, per sottrarre l'una e l'altra al rischio referendario. La compressione è nella denutrizione programmata delle istituzioni universitarie (tagli progressivi, blocco del turn-over) e la trasformazione delle Università (per ora solo facoltativa) in fondazioni private. Siamo di fronte ad un progetto univoco di dismissione da parte dello Stato di un servizio pubblico essenziale. Siamo di fronte ad una legge che configura una enorme e clamorosa eversione dell'ordinamento.
L'articolo 33 della Costituzione affida alla Repubblica il compito, quindi l'obbligo di «istituire scuole statali di ogni ordine e grado». Non scuole private, quindi, ma statali e per tutte le ragioni che militano a favore di tale tipo di Scuola, dalla garanzia della libertà della Scienza e dell'insegnamento, a quello dell'apertura «a tutti» di ogni tipo di Scuola, di tutte le scuole. Princìpi ambedue costituzionalmente affermati, il primo nello stesso articolo, il secondo in quello successivo. Quello che attribuisce ai «capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi» e insiste nel richiedere la massima garanzia per l'effettività di tale diritto. Come si pone la trasformazione delle Università in Fondazioni di diritto privato a fronte del significato univoco di queste norme? La risposta immediata, obbligata, irrefutabile è una sola. Come aggiramento, neutralizzazione, violazione.
È esattamente quello che si mira a perpetrare con la legge 133 il cui articolo 16 (ai commi 2 e 14) stabilisce che, una volta istituite, le Fondazioni «perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica», la natura cioè di Fondazioni di diritto privato, e che «le disposizioni vigenti per le Università si applicheranno solo in quanto compatibili con la natura privatistica delle fondazioni stesse». Che altro si vuole per giudicare tali disposizioni come oppositive alla lettera e allo spirito delle norme costituzionali in materia? Si scagliano insieme contro la Ricerca, l'Istruzione, la Cultura, l'Eguaglianza, lo Sviluppo, la Civiltà stessa del nostro Paese. Solo l'abrogazione netta ed esplicita di tale articolo e del piano di denutrizione delle Università, cioè dell'attacco distruttivo predisposto in agosto, può consentire un confronto per una reale riforma dell'Università e della Scuola italiana. Non meno.

Gianni Ferrara - costituzionalista

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domenica 9 novembre 2008

Il Resto del Carlino - 9 Novembre - Corsivo polemico e nostra replica



Su Il Resto del Carlino in edicola oggi compare questo corsivo polemico e non firmato, intitolato: "E ora il collettivo 'spara' sul 4 novembre".

Come LettereInMovimento, ci teniamo a precisare quanto segue:

1) Sarebbe stato opportuno fare una cronaca della lezione tenuta dalla prof.ssa Procacci piuttosto che direttamente un commento stroncante e fazioso;

2) Riguardo a ciò che è scritto nel volantino, le nostre posizioni permangono intatte, specialmente per ciò che concerne le ingenti spese sostenute per mettere in cantiere queste "celebrazioni" oltre che per inviare, tanto per non fare che un criminale esempio, gli aerei d'attacco "Tornado" in Afghanistan, in contrapposizione con i disastrosi ed indiscriminati tagli ad Università e Ricerca;

3) Rispetto alla domanda "se fosse necessario che gli studenti se la prendessero con la memoria dei Caduti", crediamo che fosse necessario criticare duramente la strumentalizzazione politica della Storia fatta da questo governo, ad esempio mediante l'invio delle Forze armate nelle scuole con l'intento di spiegare il valore "eroico" della Prima Guerra Mondiale. Nessuno ha toccato la memoria dei Caduti; al contrario, si è voluto ricordare, mediante il parere documentato di un'esperta, come la maggior parte di quelle persone non fossero cadute per onorare un'astratta idea di Patria, ma in quanto obbligate dai comandi militari.

Chiariamo questo anche per replicare alla retorica "nazionalistica" del "se oggi abbiamo la libertà di poter pronunciare certe affermazioni, lo dobbiamo al sacrificio di chi ha dato la vita per tutti noi". A riguardo della libertà succitata, infatti, occorre ricordare che la Grande Guerra si lasciò dietro un paese fortemente lacerato che di lì a pochi anni vide annullare qualsiasi libertà sotto la dittatura fascista, i cui germi erano già presenti tra le posizioni "interventiste" del 1914-1915.

Siamo sicuri che se l'autore del corsivo polemico fosse stato in piazza Grande ad ascoltare la lezione avrebbe avuto la prova che non si intendeva disonorare la memoria di nessuno, ma essenzialmente operare una lettura critica e complessa dei fatti storici, troppo spesso oggetto di una maldestra utilizzazione isituzionale.


LettereInMovimento

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Sulla cresta dell'Onda! Obiettivo Autoriforma e Sciopero generale!

Editoriale pubblicato su il Manifesto e GlobalProject

Pensavano di aver usato le armi giuste stavolta. Dopo i manganelli della festa del Cinema, dopo le minacce di sgombero per le occupazioni, dopo le denunce e i neofascisti di piazza Navona, dopo i Cossiga e i Mantovano, il primato della comunicazione. Conferenza stampa per la Gelmini, toni meno dirigisti, anticipati dagli editoriali distensivi del Corriere della Sera, Giavazzi e Franchi in prima fila: questi giovani che protestano vogliono il cambiamento, il decreto aiuta gli studenti e i precari e combatte i baroni, la Gelmini fa parte dell’Onda! Sipario. Giochi linguistici, appunto, laddove ci si rende conto che i consensi calano e che il movimento sta vincendo e non si ferma. Astuzie della comunicazione che ci consegnano il nocciolo profondo del tentativo di riforma gelminiano: differenziare i finanziamenti per gli atenei, imporre la logica dell’efficienza produttiva, innalzare conseguentemente le rette e introdurre il numero chiuso, il tutto accompagnato da qualche briciola per le borse di studio o i prestiti d’onore. «Ne resterà soltanto uno», recitava un vecchio film: ne resteranno solo poche, eccellenti, ben finanziate e inaccessibili ai più, salvo per chi, poverissimo, sarà disposto a caricare sulle proprie spalle "ventenni" debiti per decine di migliaia di euro. La triste fine del debito privato americano la conosciamo tutti, si chiama crisi globale. Ma il movimento non si è perso nelle astuzie della comunicazione ed è andato al cuore della faccenda: senza il ritiro della legge 133 le lotte non si fermano. La giornata di ieri (del 7 novembre, ndr) ne è stata dimostrazione straordinaria: decine di migliaia di studenti e precari in corteo, a Roma, a Milano, a Napoli e in molte altre città. Niente male per una giornata di manifestazioni interamente auto-organizzata, a soli otto giorni dalla "grande mareggiata" del 30 ottobre. Ed è proprio a partire dallo storico risultato del 30 ottobre che il movimento della Sapienza in particolare, ma delle Facoltà Ribelli-Uniriot più in generale, ha rivolto un appello alle forze sindacali, di base e confederali, per dare vita e costruire assieme un grande sciopero generale in grado di paralizzare il paese e di imporre un’altra agenda in merito alle politiche sociali. L’offensiva che questo governo sta infliggendo alle istituzioni del Welfare ci pone di fronte ad un bivio epocale: accettare la dismissione delle garanzie pubbliche, riconquistare democraticamente il Welfare, trasformare questa riconquista in una grande sfida di nuova politica. Ed è proprio la democratizzazione della Ricerca e della Formazione in genere che sta a cuore a questo movimento. Autoriforma dell’Università, la parola d’ordine che attraversa le mobilitazioni, che compone l’agenda delle discussioni di facoltà. Non solo il blocco della città come nuovo strumento di sciopero, ma anche la proposta, la costruzione di un alternativa concreta, una grande potenza auto-normativa degli studenti e dei precari della Ricerca. Lungo la manifestazione del 14, durante la due giorni di assemblea nazionale che si svolgerà presso la Sapienza il 15 e 16, i temi saranno questi: lo sciopero generale per un verso, l’Autoriforma dell’Università per l’altro. Nello stesso tempo, la necessità di articolare lo slogan che non smette di fare il giro del paese, «Noi la crisi non la paghiamo!».

Francesco Raparelli - Dottorando di ricerca in Filosofia politica

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Comunicato conclusivo Incontro Nazionale 8 Novembre 2008 Firenze

L'incontro nazionale promosso dall'assemblea degli "Atenei toscani in mobilitazione" tenutosi l'8 novembre a Firenze ha rappresentato un primo momento di confronto tra realtà territoriali del movimento studentesco provenienti da tutta Italia. Nella discussione si sono socializzate le differenti forme di lotta e di conflitto espresse nei vari territori che andranno a confluire nella data nazionale del 14 novembre in cui il movimento studentesco attraverserà in modo autonomo la manifestazione indetta dai sindacati. Rilanciamo con forza l'appuntamento del 14 novembre, ribadendo l'unitarietà del movimento, sottolineando che in questa sede sono stati discussi i contributi elaborati dai territori, che ai territori e nelle rispettive facoltà devono tornare per divenire proposte all'interno del percorso di mobilitazione, che dovrà estendere la partecipazione a tutte le componenti sociali, ed in special modo al mondo della Conoscenza, perché la Formazione e la Ricerca devono tornare ad essere al centro dell'agenda politica del paese. Ribadiamo l'importanza dell'assemblea nazionale del 15 e del 16 novembre, a cui intendiamo partecipare contribuendo all'Autoriforma dell'Università durante gli Stati generali della Formazione indetti dalla Sapienza.

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sabato 8 novembre 2008

Il Resto del Carlino - 8 Novembre


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