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LUNEDì 27 APRILE ore 11.00 Aula Magna della Facoltà di Lettere : Conferenza stampa promossa da LettereInMovimento con l'Ordine dei Medici ed i Professori della Facoltà di Lettere




sabato 10 gennaio 2009

Sale l'indignazione contro Israele! Il mondo manifesta per la Palestina!

Da Infoaut.org

Mentre i morti sfiorano ormai il migliaio, la carneficina di bambini prosegue, e Tsahal annuncia la "terza fase" dell'offensiva, milioni di persone si riversano in cortei e dimostrazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza, in molti paesi del mondo. A Ramallah, in Cisgiordania, a Londra e Parigi, dove erano, rispettivamente, in 40mila e 50mila, in Libano, in Mauritania, fino a Washington, negli U.s.a. Ma anche a Barcellona e in tutta la Spagna, in Turchia, in moltissime città africane, ad Atene, in Svizzera, nei Paesi scandinavi, nelle isole di Malta e Cipro. 80 manifestazioni territoriali in tutta la Francia. Oggi, il movimento contro la guerra si è ripreso la scena a livello internazionale.

Presidii e mobilitazioni si sono susseguiti in diverse città italiane (circa una ventina, compresa Modena) per sostenere la resistenza di Gaza e fermare "la guerra di distruzione del popolo palestinese", in vista della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 17 gennaio prossimo.

7000 persone hanno manifestato a Milano. Durante il percorso, alcuni ragazzi sono stati trasportati a braccia come fossero «martiri» palestinesi. Numerose le bandiere di Hamas ed Hezbollah; sul carro in testa al corteo sono apparsi due piccoli fantocci fatti con lenzuola insanguinate, per rappresentare la morte dei bambini nella guerra a Gaza. Manifestanti hanno intonato slogan come: «Israele terrorista», «Gaza libera, Intifada vincerà!». Tra le migliaia di manifestanti, folte rappresentanze dei centri sociali e dell'estrema sinistra, presenti anche alcuni esponenti delle comunità islamiche di viale Jenner e via Padova. Quando il corteo ha svoltato da corso Buenos Aires in via Vitruvio ci sono stati fischi rivolti alla Polizia che bloccava corso Buenos Aires. Al termine del corteo, circa 3000 cittadini islamici si sono radunati in piazza Duca d'Aosta, davanti alla Stazione Centrale, per pregare rivolti verso la Mecca.

Più di 6000 persone hanno sfilato, invece, durante tutto il pomeriggio nelle vie del centro di Torino. Il corteo, partito alle 15 dal quartiere di Porta Palazzo, caratterizzato da una forte componente migrante, ha marciato dietro lo striscione "Boicotta Israele, sostieni la Palestina!". Numerosissimi i giovani che hanno portato solidarietà ai "fratelli palestinesi", come più volte si è urlato dall'impianto di amplificazione, con cori contro Israele, Bush e Olmert, ma anche contro i presidenti arabi moderati, in particolare Mubarak, definito "assassino" perchè non ha voluto aprire le frontiere egiziane. Bruciate bandiere israeliane ed un carro armato di cartone in Piazza Castello e, infine, issata una bandiera palestinese presso la sede della Regione Piemonte. Altre manifestazioni numerose e rumorose sono state quelle di Bologna, Napoli e Firenze (5000 persone, con le bandiere palestinesi a circondare il Duomo). E, domattina, "Catena umana per la pace" a Roma e Venezia!

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giovedì 8 gennaio 2009

Il Dl 180/08 è Legge dello Stato. Rilanciamo la protesta!

Da Repubblica.it

Il decreto-Gelmini (180/08) sull'Università è legge. Il provvedimento è stato appena approvato, con la fiducia posta dal Governo lo scorso 5 gennaio, dalla Camera dei deputati. Il testo è quello uscito dal Senato lo scorso 28 novembre. La lunga procedura del voto per appello nominale e finale è iniziata ieri pomeriggio (7 gennaio) e, dopo la discussione degli ordini del giorno, si è conclusa oggi. In futuro, secondo gli intendimenti del ministro dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, nelle università italiane si ridurranno gli sprechi, i concorsi saranno più trasparenti, i prof "perditempo" avranno vita difficile e gli studenti meritevoli saranno valorizzati. Ma sull'efficacia del provvedimento l'opposizione nutre parecchi dubbi.

La legge-Gelmini introduce una serie di novità.

Atenei virtuosi e non.

Solo gli atenei con i conti a posto potranno assumere nuovo personale. La norma vuole porre "un freno alle gestioni finanziarie non adeguate". Da oggi le università italiane che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Secondo il recente rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario statale (Cnvsu), su dati del 2007, sono 26 su 58 gli atenei italiani che hanno un rapporto lordo fra assegni fissi e Ffo superiore al 90 per cento. E ancora: gli atenei virtuosi riceveranno più finanziamenti. Il 7 per cento del Ffo (circa 500 milioni di euro) e del Fondo straordinario della Finanziaria 2009 andranno nelle casse degli atenei "con offerta formativa, qualità della ricerca scientifica, qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche migliori".

"Per la prima volta - dichiara il ministro Gelmini - in Italia si distribuiscono soldi alle università in base a standard di qualità". La lista dei "buoni" sarà compilata a breve in base ai parametri individuati dal Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e dal Cnvsu. Mentre i rettori, in sede di approvazione del bilancio, dovranno pubblicare una "relazione concernente i risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico nonché i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati".

Trasparenza dei concorsi.

Nella composizione delle commissioni giudicatrici prevarrà il sorteggio. Quelle che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia (ordinari e associati) saranno formate da 5 componenti: 4 sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista nazionale di ordinari del settore scientifico-disciplinare oggetto del bando e da 1 professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Sistema analogo per i ricercatori: tre professori, di cui due sorteggiati e uno nominato dall'ateneo che bandisce la selezione.

Norme anti-fannulloni.

A partire dal 2009 verrà costituita l'Anagrafe nazionale dei professori e ricercatori universitari che riporta per ogni soggetto l'elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte. A partire dal 2011, coloro che nel biennio precedente non avranno effettuato pubblicazioni scientifiche saranno esclusi dall'elenco dei professori che potranno fare parte delle commissioni giudicatrici dei concorsi. E, inoltre, si ritroveranno gli scatti stipendiali dimezzati.

Turn over e ricercatori.

Il blocco al 20 per cento del "turn over" stabilito dalla Finanziaria 2009 prevede una deroga. Gli atenei virtuosi potranno coprire fino a metà dei posti liberatisi per effetto dei pensionamenti a patto di destinare il 60 per cento dei nuovi ingressi ai ricercatori. I concorsi per ricercatore già banditi al momento dell'entrata in vigore della Finanziaria sono esclusi dal "turn over" così come gli Enti di ricerca. Il Ministero fa sapere che le tre iniziative permetteranno a breve di assumere 4 mila nuovi ricercatori.

Valorizzazione degli studenti meritevoli.

Secondo i calcoli del Ministero, oggi, sono 140 mila gli studenti che fruiscono di una borsa di studio e dell'esonero dalle tasse universitarie. Ma gli aventi diritto sono almeno 180 mila. Per questa ragione, il Governo ha stanziato altri 135 milioni che dovrebbero bastare a premiare tutti "i ragazzi capaci e meritevoli". Altri 65 milioni di euro saranno finalizzati alla realizzazione di ulteriori 1.700 posti nelle residenze universitarie.

Non possiamo che ribadire la nostra contrarietà (aggravata dal vergognoso e sistematico ricorso al metodo della fiducia da parte dal Governo), già dettagliata nel merito in passato, verso questo provvedimento legislativo, offrendo due ulteriori contributi di riflessione e d'analisi, provenienti dalla Flc-Cgil e dal "Sole 24 Ore":

http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/gennaio/approvato_dalla_camera_il_decreto_legge_180_08

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/01/decreto-universita-abc.shtml?uuid=eb98c6d4-dca1-11dd-ada3-87835913bc64&DocRulesView=Libero

LettereInMovimento

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mercoledì 7 gennaio 2009

Mobilitazioni per Gaza e per il popolo palestinese. La nostra posizione!

Come LettereInMovimento riguardo al perdurare della tragica situazione di Gaza, e coerentemente al primo comunicato emesso sulla questione rispetto al nostro appoggio circa le manifestazioni di dissenso, locali e nazionali, verso la criminale aggressione israeliana, aderiamo all'appello ("Dobbiamo fare la nostra scelta. Complici della guerra o costruttori di pace?") lanciato ieri dalla "Tavola della Pace" (che trovate in versione integrale nella colonna di destra del nostro blog, sezione "Carte importanti"), firmato da una buona parte dell'arcipelago pacifista italiano (compresi Arci, Cgil e Prc), raccogliente in pochissime ore già tantissimi sostegni e richiamante un appuntamento di confronto e mobilitazione per il 17 gennaio, ore 10.00, ad Assisi, condividendone i contenuti. Allo stesso tempo, come anche in altre occasioni abbiamo fatto, non manchiamo di fare una critica ai movimenti, alle associazioni, ai sindacati, ai collettivi, giacchè, sempre per il 17 gennaio, un coacervo di soggettività più radicali (coloro che hanno dato vita alle spontanee mobilitazioni territoriali del 29 dicembre, compresa quella di Modena organizzata dal C.ollettivo A.utonomo M.odenese, ed alle coordinate iniziative di protesta, sparse in tutta Italia, del 3 gennaio), riunito sotto la spinta propulsiva del "Forum Palestina", ha lanciato l'idea di inscenare una manifestazione nazionale di appoggio alla Palestina, a Roma, tramite una distinta piattaforma (troverete anch'essa fra le "Carte importanti", "Dalla parte dei palestinesi!"). Essa, a differenza dell'appello pacifista, augurandosi la pace come noi tutte e tutti, sostiene anche il diritto alla resistenza del popolo palestinese, ponendosi su di un piano certamente più antagonista, ma lo stesso condivisibile, per quanto ci riguarda.

La nostra speranza, rallegrandoci del fatto che, in ogni caso, qualcosa sta cominciando a muoversi strutturalmente (dopo i vagiti beneauguranti del 29 e 3 gennaio, con quindici piazze "di lotta" in tutta Italia) e la gente ad indignarsi sinceramente (delle 700 vittime palestinesi dall'inizio del conflitto un terzo sono al di sotto dei 16 anni, ndr), è quella che si riesca a costruire una piattaforma ampia, partecipata e condivisa, la quale porti, in brevissimi tempi, alla convocazione di una manifestazione unitaria del movimento contro la guerra, da troppo tempo assente dalle scene anche a causa della sua deleteria frammentazione!

LettereInMovimento

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Alemanno: "300 criminali alla Sapienza". Fiducia alla Camera sul Dl 180/08. L'Onda torna in piazza a Roma! "Criminale è chi distrugge!"

Gli studenti dell'Onda sono tornati a farsi sentire contro le politiche per l'Università e la Scuola del Governo Berlusconi. Lo hanno fatto davanti alla Camera dei deputati mentre in aula si votava la fiducia al Decreto Gelmini (180/08).

Imbavagliati gli studenti hanno agitato uno striscione: "Criminale è chi distrugge!" in risposta al sindaco Alemanno che, nei giorni scorsi, aveva detto: "La Sapienza è ostaggio di 300 piccoli criminali".

"Alemanno e Frati forse si sentono come l'imperatore Serse - hanno gridato gli studenti - quando nella guerra per conquistare la Grecia hanno trovato 300 spartani ad affrontarli. Noi siamo orgogliosi di essere ben oltre 300".

Tra fumogeni accesi e cori "Noi la crisi non la paghiamo", i ragazzi hanno spiegato le ragioni della protesta. "Ancora una volta - ha detto Stefano Zarlenga, uno dei leader del movimento - stanno alzando un polverone sulla Sapienza per nascondere il loro vero obiettivo, ovvero quello di smantellare il sapere pubblico". E ancora: "Frati sta con il Governo - ha continuato Zarlenga - non si è opposto alle frasi di Alemanno che ha attaccato in modo forte un movimento che ha portato in piazza migliaia di persone. Il sindaco, invece di fare dichiarazioni da Cortina che non c'entrano nulla, dovrebbe fare più attenzione a gestire la sicurezza in questa città".

Quanto all'invito rivolto dal Rettore Frati a Papa Benedetto XVI perchè faccia visita all'ateneo, Zarlenga ha detto: "Magari venisse, siamo pronti ad accoglierlo ma non vogliamo nessuna passerella, pretendiamo un confronto". Dopo la breve dimostrazione in piazza, durata circa 30 minuti, in gruppo come erano arrivati, i ragazzi se ne sono andati al grido: "La gente come noi non molla mai!"

I ragazzi hanno anche stampato alcuni volantini da distribuire ai passanti in via del Corso e alla galleria Colonna per spiegare le ragioni della protesta prima di fare ritorno alla Sapienza.

"Abbiamo convocato il sit-in appena abbiamo saputo che il Governo avrebbe posto la fiducia sul decreto Gelmini - aveva spiegato prima dela protesta Francesco Brancaccio, uno dei leader dell'Onda - La prossima settimana - continua - ci sarà una assemblea alla Sapienza per decidere come riorganizzare la protesta che andrà avanti".

Il dibattito sarà più ampio di questo sit-in, spiegano gli studenti, e sarà allargato ai temi "del lavoro, della precarietà, della casa. Tutti terreni - aggiunge Brancaccio - su cui ci batteremo molto". Gli studenti pensano a "campagne informative", ma anche ad "azioni di protesta per l'accesso libero alla cultura".


Repubblica.it

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mercoledì 31 dicembre 2008

Operazione "Piombo fuso", Israele carnefice e vergogna del pianeta! Siamo tutt* palestinesi!




Come LettereInMovimento condanniamo fermamente la terroristica aggressione che l'Esercito (Tsahal) dello Stato di Israele, tramite l'Aviazione ed i bombardamenti "a tappeto" ed in attesa dell'annunciata invasione "di terra", sta portando alla già stremata, affamata e segregata popolazione palestinese della Striscia di Gaza, ormai dalla prima mattinata di sabato scorso, 27 dicembre. Azione spietata, e preparata nei minimi dettagli da mesi, che ha già causato 400 morti e oltre 2000 feriti (in maggioranza donne e bambini), nonostante la propaganda della "lotta al terrorismo" e degli "obiettivi mirati". Anche se fossero stati tutti militanti di Hamas, del resto, il "crimine contro l'umanità" sarebbe stato lo stesso. Non è questo il luogo per ripercorrere la genesi, dal 1948 ad oggi, delle bieche azioni israeliane ai danni del popolo palestinese tutto, nè per chiarire quali siano i motivi scatenanti, e sapientemente manipolati, di questa ennesima, vigliacca, offensiva. Per fare questo, dato anche il continuo permutare della situazione, ci proponiamo di organizzare a breve un incontro pubblico durante il quale ragionare, discutere e trarre conclusioni. Per non fare che un esempio, nel mentre scriviamo, giunge notizia che Hamas, forza legittimamente eletta a Gaza, sarebbe disponibile ad una "tregua permanente", comprendente la possibilità di far cessare il lancio di missili Qassam verso il Neghev, in cambio della fine dell'assedio militare e dell'embargo fisico, logistico, sociale, politico ed economico imposto da Israele ai Territori palestinesi da, ormai, diversi anni, tale da avere trasformato Gaza in una immensa "prigione a cielo aperto"; misura, quest'ultima, già chiesta come legittima condizione affinchè non venisse rotta la "tregua semestrale" siglata sei mesi fa. Israele, manco a dirlo, ha fatto orecchie da mercante in entrambe le occasioni, proclamando, fra l'altro, appena adesso, di rifiutare anche la tregua "di 48 ore" chiesta dall'Unione Europea. Non aggiungiamo altro. Crediamo che, di per sè, questa stessa contingenza sia esemplare per capire chi ci troviamo di fronte e quanta sprezzante arroganza ed ottusa malvagità covi nel suo seno.

Vorremmo appellarci al dialogo ed alla pace, ma, in condizioni del genere di quelle appena tratteggiate, risulterebbe quanto meno pleonastico. Siamo a fianco dei pochissimi israeliani che si sono sollevati contro questo scempio, ma non possiamo che sostenere il diritto alla resistenza del popolo palestinese (del quale auspichiamo l'unità politica, almeno, in questi frangenti, fra Hamas, settori non corrotti di Al Fatah, Fplp e galassia di sinistra, come invocato dal leader-prigioniero, nelle carceri israeliane, Marwan Barghouti) ed esecrare le diplomazie ed i governi occidentali (e la stragrande maggioranza "addomesticata" dei media), Stati Uniti d'America in testa, ancora una volta complici, se non ideatori e poi falsi narratori, della barbarie sionista.

Aderiremo pienamente alle iniziative di solidarietà con la Palestina che si susseguiranno nei territori, a Modena come nel resto d'Italia!

Per seguire le tragiche vicende in tempo reale: www.infopal.it, www.peacereporter.net, http://guerrillaradio.iobloggo.com (di Vittorio Arrigoni, giornalista e pacifista italiano presente a Gaza).

LettereInMovimento

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lunedì 22 dicembre 2008

Carta! "Modena in movimento!" Per continuare la lotta, siempre!

Finalmente il sito di Carta/Cantieri Sociali ha pubblicato l'articolo che racconta la nostra esperienza, scritto da Fabio e Giuseppe. Lo trovate in home page fra Gigi Sullo ed il Subcomandante Marcos!



http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/16193

Lo pubblichiamo anche sul blog, in modo che possa fungere da rapido riassunto di quel che abbiamo combinato in questi due mesi e di quel che vorremo e sapremo fare da gennaio in poi!

"Quella che segue è una delle pagine del Diario di Bordo dell’Onda che abbiamo pubblicato nelle ultime settimane del 2008. Ci pareva che fosse il modo giusto per raccontare la discesa in campo di una nuova generazione, che ha piena coscienza della precarietà esistenziale cui è condannata e quindi ha deciso di ribellarsi. Questa volta il racconto arriva da Modena."


MODENA IN MOVIMENTO!

La gestazione.

Da tempo Modena attendeva una scossa, un tumulto, una ventata di sana indignazione. Ebbene, questo lungo e rovente autunno questa strana esperienza l’ha portata con sé, tracimando con la verve e la forza di un’Onda Anomala! D’altro canto, si è dovuto aspettare che il Consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia, su proposta di un ricercatore, convocasse un’assemblea aperta a studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, con blocco della didattica, per discutere della legge 133/08, per prendere realmente coscienza. Il 22 ottobre 2008 si è svolto, così, questo partecipato momento di confronto. Alla fine di quella primigenia assemblea è stato approvato un documento di radicale riprovazione. Si era ora instillato in numerose persone il desiderio di contribuire alla nascita di un soggetto nuovo e organizzato che s’impegnasse nella lotta contro un provvedimento legislativo capace di cancellare il futuro di un intero Paese. La mailing-list è stato lo strumento che ci ha consentito di formare una comunità. Assolutamente reale, in carne ed ossa.

La nascita.

Il momento di costituzione di quello che sarebbe divenuto un collettivo di lavoro politico si svolge il 27 ottobre. Dal dibattito emerge la volontà di articolare la nostra identità su modalità orizzontali e condivise, ribadendo la sovranità di un’arma speciale: l’assemblea. Si costituiscono tre gruppi di lavoro e tre rispettivi portavoce a rotazione mensile. Sin da subito si avverte uno scarto di costituzione rispetto ai movimenti precedenti: individui diversi tra loro, alcuni con differenti esperienze politiche di base alle spalle, altri nessuna. Persone che vivono questa lotta come un sincretico incontro capace di sperimentare una nuova pratica politica ed un inedito linguaggio. Nasce LettereInMovimento.

I primi passi.

Il 29 ottobre ci dirigiamo in piazza Grande per svolgere la seconda assemblea del collettivo, con l’intento di ribadire la nostra internità al tessuto cittadino e rompere i confini dell’Università; ci rechiamo poi al parco «Novi Sad» per solidarizzare con gli studenti delle medie superiori e discutere insieme. Il 30 ottobre, Modena è invasa da 10.000 persone che inviano un messaggio ben preciso al Governo: «Noi la crisi non la paghiamo!». Si susseguono innumerevoli assemblee, quasi quotidiane e molto vivaci. La gioia, la leggerezza, l’entusiasmo, la caparbietà e la consapevolezza crescono. Sorgono altri collettivi [UniMOnda, ad esempio].

L’evoluzione.

Nel frattempo, LettereInMovimento approva il proprio atto costitutivo «per la difesa integrale del carattere pubblico dell’Università e della Ricerca contro l’intrusione dei privati, la critica al modello socio-economico esistente, la pretesa di un Sapere critico, complesso ed interdisciplinare». Proponiamo una settimana di «Lezioni in piazza», Infopoint sui provvedimenti governativi [legge 133/08 e dl 180/08], cortei spontanei, sit-in all’interno del Rettorato, aperitivi di autofinanziamento, raccolte firme in appoggio alle iniziative del collettivo ed in contrasto con il fumo e la retorica della rappresentanza, disorientando le altre organizzazioni studentesche modenesi, inerti ed autoreferenziali.

In movimento.

Il 14 novembre si parte da Bologna per Roma. 10 euro a prezzo politico, un viaggio che consuma il fisico, ma non spegne le discussioni ed i confronti notturni. Il treno è vivo. Emana energia politica! Attraversiamo le strade della capitale come «Ateneo di Modena in Rivolta» e partecipiamo all’assemblea nazionale dell’Onda. Coscienti di ciò cui andremo incontro, non crediamo che il lavoro politico si debba esaurire nella sola protesta; questo movimento deve essere l’occasione per appropriarci degli spazi universitari, affrontare i problemi che affliggono il contesto locale e quello globale, criticare l’esistente e proporre alternative per un altro orizzonte possibile. Bisogna creare il cambiamento dei paradigmi politici interpretativi fino ad ora utilizzati, anche se mettere in discussione le pratiche istituzionali fino ad ora subite si dimostra un compito arduo. Noi ci proviamo, camminando e domandando!

Fabio Esposito e Giuseppe Morrone

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sabato 20 dicembre 2008

Bologna, Natale per Tutt@ o per Nessuno! L'Onda al centro commerciale si scontra con l'avidità dei padroni!

Da Globalproject



Nel primo pomeriggio di oggi, sabato 20 novembre, un centinaio di attivisti del Tpo e di Anna Adamolo/Onda Anomala sono entrati nel centro commerciale "Esselunga Meridiana" di Casalecchio, a Bologna. Dopo aver fatto la spesa, questi si sono diretti alle casse chiedendo uno sconto del 25% sui prodotti prescelti. Lo striscione esposto recitava: "Reddito! + Spesa - $p€sa". I dimostranti hanno affermato che oggi vorrebbero riuscire a comprarsi anche il salmone e non solo la merendina "prodotto convenienza", continuando, incessantemente, a spiegare che la crisi globale si sta già facendo sentire. "Le nostre buste paga sono leggerissime e molti di noi non l’hanno mai avuta, i nostri contratti non vengono rinnovati, le bollette non scendono, la Social card di Berlusconi è una miseria non pervenuta. Tutto questo non è giusto! Perchè noi la crisi non la vogliamo pagare!"
A tutti i presenti, sono stati distribuiti dei talloncini gialli ed arancioni da poter presentare alle casse del supermercato per la richiesta della riduzione del prezzo sul prodotto da acquistare. All’iniziativa ha partecipato anche Iris Crena/Crisi Nera che ha distribuito alle donne, ragazze e bambine una borsetta in cui mettere tutto il necessario per sentirsi libere e sicure sempre (assorbenti e preservativi), per il proprio piacere e diletto (ceretta, libri, rossetto). 20 sono le casse cui è stato richiesto lo sconto, le altre 7 sono rimaste libere per tutti coloro che non desideravano partecipare all’iniziativa. Lo "speakeraggio" dai megafoni è stato costante per raccontare a tutte le persone la richiesta presentata al gestore dell’Esselunga e come procedesse la trattativa. I dimostranti hanno anche espresso solidarietà a tutti i lavoratori del settore commercio in lotta per il "contratto truffa". Alta è stata la partecipazione dei dipendenti del centro commerciale e dei cittadini bolognesi pazientemente in fila alle casse in attesa dell’esito. La trattativa è stata estenuante. Gli attivisti e le persone che appoggiavano l’iniziativa hanno chiesto al gestore del centro commerciale di scegliere un Natale per tutt@, altrimenti non lo sarebbe stato per nessuno!
Il gestore del centro commerciale ha scelto, invece, una trattativa unilaterale: o guadagna solo lui o non guadagna nessuno! Decidendo così di chiudere il negozio! Alla notizia, tutti sono usciti in corteo attraversando il centro commerciale con slogan quali: "Noi la Crisi Non la Paghiamo!", "Prima di tutto, Natale per Tutt@".

Ascolta gli audio dell’iniziativa a cura di Radio Kairos Bologna:

Chi è Anna Adamolo? [
audio ]
Chi è Iris Crena? [ audio ]
Le voci dei lavoratori del commercio [ audio ]
Le voci dei clienti [ audio ] [ audio ] [ audio ] [ audio ] [ audio ]
"Speakeraggio" finale [ audio ]

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