Informazioni e Appuntamenti

Autofinanziamento del collettivo: attivo di 229,47 €

LUNEDì 27 APRILE ore 11.00 Aula Magna della Facoltà di Lettere : Conferenza stampa promossa da LettereInMovimento con l'Ordine dei Medici ed i Professori della Facoltà di Lettere




domenica 30 novembre 2008

Come generalizzare l'Onda? Verso il 12 dicembre...

Poniamo all'attenzione di tutt*, un radicale contributo di Gigi Roggero, Uniriot, circa la genesi che (secondo l'analisi di quest'area) dovrà assumere la giornata dello "Sciopero generale e generalizzato" del 12 dicembre, ed altre questioni... Alcuni passaggi, specie quelli riguardanti l'unità studenti-operai, vanno ben tenuti a mente, soprattutto per il nostro collettivo, che all'interno del proprio documento politico la sancisce in maniera unilaterale e semplificata... Per la serie: le autocritiche devono essere permanenti!

In un’affollata assemblea, tenutasi nell'ateneo di Bologna in preparazione della manifestazione dello scorso 14 novembre, la presenza di uno studente torinese è stata calorosamente accolta dalla richiesta di raccontare i volantinaggi degli universitari davanti ai cancelli di Mirafiori. La risposta ha spiazzato tutti: «Guardate che l’elemento straordinario è esattamente il contrario: sono gli operai che vengono davanti ai cancelli dell’università per cercare di organizzarsi come l’Onda». Ecco il nocciolo della questione. La classica parola d’ordine dell’unità studenti-operai è oggi definitivamente superata. Non si tratta – al di là delle suggestioni politiche – di tracciare una semplicistica linearità tra la Fabbrica e l’Università. La questione è che oggi quell’unità non si costituisce più nella solidarietà proveniente dall’esterno, ma vive tutta dentro la nuova composizione del lavoro. Non solo: spesso attraversa le stesse biografie singolari, perchè l’operaio è anche studente, e viceversa. È molto di più della semplice affermazione che lo studente, nella continua sovrapposizione tra mercato della Formazione e mercato del Lavoro, è immediatamente lavoratore. Il punto è il divenire classe degli studenti attraverso il movimento. Ebbene sì, allora: l’Onda è un movimento di classe, se sottraiamo finalmente questo termine alle paludi economicistiche ed oggettivistiche in cui la Sinistra lo aveva incagliato, e lo traduciamo nella potenza costituente del conflitto. Ecco perchè la nostalgia rischia di essere un blocco alla ricchezza di trasformazione del presente. Tuttavia, il continuo ritornare nelle assemblee di movimento del problema del rapporto con gli operai, ovvero con altri soggetti della composizione del lavoro a cui gli studenti si sentono pienamente interni, non ha per nulla risvolti mitologici, se non in alcuni trascurabili casi di marginalità ideologica. Pone invece un nodo dirimente: la generalizzazione della parola d’ordine “Noi la crisi non la paghiamo!”. Una parola d’ordine che, superando qualsiasi declinazione classicamente "studentista", ha da subito avuto la capacità di parlare il linguaggio del Generale. Sarà bene ricordare che è la potenza dell’Onda Anomala ad aver costretto una Cgil riluttante, per usare un eufemismo, a proclamare lo Sciopero generale. Ma se negli ultimi anni i movimenti del precariato si sono domandati come generalizzare gli scioperi sindacali, il 12 dicembre bisogna fare un passo in avanti. A questa altezza soggettiva, rovesciamo la questione: come il sindacato garantisce agli operai di cui parla lo studente torinese la possibilità di generalizzare l’Onda Anomala, cioè di divenire Onda Anomala? Rispondendo a tale interrogativo, il sindacato – qualsiasi sindacato – non salverà la propria funzione rappresentativa. Irrappresentabilità e autonomia sono tratti comuni dell’intera composizione di classe. Potrà però mettere le proprie strutture al servizio dell’autorganizzazione e dell’espressione politica del lavoro. In fondo, non resta loro altra strada: l’alternativa è diventare un attore subordinato della governance del Partito Democratico, continuamente soggetto ai suoi umori ed alle sue correnti intestine, o per qualcun altro l’appendice di una delle escrescenze di una Sinistra morta. Dunque, non è una scelta da poco. Ma il 12 dicembre è anche un importante banco di prova verso il “Natale”. Il Governo, al pari di tutti i think tank del capitalismo globale terrorizzato dal circolo vizioso e (per loro) devastante che si può instaurare tra crisi e crollo dei consumi, ha varato il suo piano, fatto di elemosine familistiche e soprattutto misure per aiutare banche e imprese. Il 12, allora, può diventare il momento di passaggio per la costruzione del nostro “piano” comune sulla crisi: è dalle autoriduzioni sociali e dal non ripianamento del debito che può ripartire o cominciare una lotta sul salario e sul reddito. È qui che vedremo chi sono gli alleati dell’Onda e i soggetti in grado di generalizzarne quella parola d’ordine sulla crisi che è, immediatamente, programma politico, ovvero programma di classe.

Gigi Roggero (dottorando e ricercatore presso Università della Calabria) - Uniriot

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sabato 29 novembre 2008

Bologna. "La Ricerca calpestata": 1800 foto per coprire piazza Maggiore! E l'Onda Primaria ritorna per le strade d'Italia!

Da Repubblica.it, 29 novembre

Un tappeto di foto copre la piazza principale di Bologna. Sono le facce dei ricercatori di tutta Italia che lanciano un invito provocatorio a turisti e passanti: «Calpestateci pure». Un colpo d'occhio suggestivo per cercare di spiegare nella maniera più diretta le difficoltà della vita nei laboratori del nostro Paese. È nata così «La Ricerca calpestata», la manifestazione lanciata su internet da due ragazzi bolognesi. Poco più di un mese fa è nata la pagina web con un invito: «Mandateci la vostra foto». Il passa parola via mail ha fatto tutto il resto. Il risultato? Sono 1800 fotografie. Quanto basta per ricoprire il "crescentone" (si chiama così la parte rialzata di piazza Maggiore) felsineo e allestire una giornata di protesta e sensibilizzazione. Sotto i portici, per tutta la giornata, i ricercatori hanno tenuto lezioni e fatto esperimenti (compreso quello della fontana realizzata con Coca Cola e Mentos, celebre tormentone della Rete). «Calpestare delle facce fa sempre una certa impressione», spiega Maura Sandri, 34 anni, precaria dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica del capoluogo emiliano ed ideatrice dell'iniziativa insieme al collega Fabrizio Villa. «In questo modo vorremmo che tutti capissero come ci sentiamo veramente: schiacciati nei nostri diritti e nella considerazione che viene data al nostro lavoro». Il suo lavoro, in particolare, si chiama "Progetto Planck" e viene realizzato in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea. A giugno dell'anno prossimo se non cambia qualcosa sarà costretta a restare a casa. Da brava scienziata, per realizzare il tappeto di facce in piazza Maggiore, ha fatto bene i conti. Così sono stati realizzati 22 rotoli da 500 metri contenenti ognuno 80 fotografie. «In totale ne sono arrivate 1940, ma quelle degli ultimi giorni non siamo riusciti a stamparle», continua la Sandri. Ogni stampa è costata poco più di 4 euro. Le donazioni (8500 euro in totale) sono bastate a coprire le spese. Tutti i numeri sono sul sito (http://www.laricercacalpestata.it/), pubblicati all'insegna della massima trasparenza. Se l’iniziativa è riuscita è ancora presto per dirlo. Una cosa è certa: al contrario delle altre manifestazioni questa volta non assisteremo al "consueto balletto delle cifre".

Intanto, sempre nella giornata di oggi, l'Onda Primaria (cioè degli studenti delle elementari, dei maestri, delle maestre e dei genitori, cui si sono aggiunti anche i medi, i superiori e gli universitari) è scesa in piazza in diverse città d'Italia: Milano, Roma, Torino, Parma, Venezia, solo per citarne alcune. La manifestazione più partecipata (composta da tre cortei), organizzata da ReteScuole, è stata a Milano, con 10.000 persone in piazza Duomo!

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venerdì 28 novembre 2008

A Modena L'Onda sconfigge la neve! Funerale dell'Università e Scuola pubblica ben riuscito!

Nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 28 dicembre, come in tutta Italia a seguito delle “giornate di mobilitazione locale” lanciate dall’Onda nelle scorse settimane, abbiamo inscenato, per le strade del centro storico di Modena, il “Funerale dell’Università e Scuola pubblica”, per continuare la lotta contro l’opera di distruzione di queste due istituzioni portata avanti, senza sosta, dal Governo di centro-destra. Nonostante il tempo pessimo (con freddo, pioggia e neve in abbondanza a funestare la giornata), sfidando le intemperie, ci siamo radunati in circa 200 davanti alla facoltà di Lettere e Filosofia, luogo del concentramento. Il serpentone era aperto da una bara nera di cartone, con scritta bianca, portata a spalla da due studenti in tenuta ed occhiali scuri; accanto c’erano un finto prete che dispensava le benedizioni, la falce simbolo della Morte ed una studentessa che raffigurava simbolicamente le “care estinte”. Immediatamente dietro seguiva la folla delle prefiche, “in nero”, piangenti ed urlanti lungo tutta la durata del percorso. L’aspetto creativo, dimostrativo e teatrale della protesta ha avuto la preminenza, con “disperate” soste “di sensibilizzazione” presso i portici, i negozi, le semplici persone. Vi era poi lo striscione unitario dei collettivi organizzatori (LettereInMovimento, UniMOnda, CollettivoEconomia, LiberiPensieri): “Ateneo di Modena in Rivolta: Noi la crisi non la paghiamo!” e la distribuzione “a tappeto” dei materiali contro-informativi, ma nessuno slogan (dato il Funerale non era il caso!), oltre che l’attacchinaggio di svariati tazebao "raffiguranti sagome stilizzate ad indicare il giusto percorso per fronteggiare la crisi ed il comando capitalista che l'ha generata"(azione comunicativa "Sagome contro la crisi", a cura del Network antagonista modenese/C.a.m) di fronte a luoghi ritenuti significativi (ad esempio, il Rettorato); il tutto a significare l’aspetto militante della protesta, mai venuto meno. Il Funerale si è concluso in piazza della Pomposa, lì dove alcuni spregevoli individui, radunati per il solito “happy hour”, hanno apostrofato il nostro passaggio; si è avuto qualche momento di tensione data una comprensibile reazione agli insulti, ma tutto si è risolto senza conseguenze. Al “corteo funebre” hanno partecipato diversi esponenti di realtà politiche, sindacali, associative modenesi, che avevano aderito all’appello di convocazione, quali Rifondazione Comunista, C.ollettivo A.utonomo. M.odenese, Flc Cgil, Rdb/Cub, La Scintilla, Arci, Alkemia, Csp/Csu, Casa dei Giovani della Sinistra, GenitoriModena, Collettivo Studenti Modena Uniti, Collettivo RicreAzione, Italia dei Valori, Sinistra Studentesca. Ognuno ha portato i propri contributi specifici; l’unica bandiera ammessa era quella antifascista.

Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi (LettereInMovimento, UniMOnda, CollettivoEconomia, LiberiPensieri)

Noi la crisi non la paghiamo! No Tremonti/No Gelmini!

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Approvato dal Senato il Dl 180! Come a Modena, anche a Roma, Torino, Napoli, Bologna, Venezia, Macerata, Palermo è lotta dura! L'Onda non si arresta!

Il Senato ha approvato (con qualche modifica rispetto alla versione licenziata dal Consiglio dei ministri, il 10 novembre scorso) il Dl 180, che adesso passa all'esame della Camera. Un link informativo:

http://www.corriere.it/politica/08_novembre_28/gelmini_senato_udc_bb79a3d0-bd3c-11dd-b7d7-00144f02aabc.shtml

A Roma

Centinaia di studenti hanno fatto irruzione nell’Aula Magna del Rettorato ed hanno bloccato la cerimonia di apertura dell’Anno Accademico."Non c'è niente da inaugurare!" L'unica cosa da inaugurare è l'AutoRiforma dell'Università che gli studenti e i precari stanno già costruendo con il conflitto, i seminari autogestiti, le campagne sul welfare e reddito, le autoriduzioni e tanto altro. Gli studenti oggi si sono ripresi il rettorato, ai "baroni" è rimasta soltanto la pioggia. Dopo un corteo interno, gli studenti hanno forzato le uscite secondarie del Rettorato presidiato da alcune decine di poliziotti e sono riusciti ad entrare nell'Aula Magna gridando "Frati barone sei solo un buffone!". Il Rettore ha abbandonato l'Aula dopo l'occupazione dando dei "fascisti" agli studenti. Gli studenti della Sapienza hanno poi bloccato le strade e gli incroci limitrofi alla città universitaria, ricordando, con Vito nel cuore, la tragedia di Torino per dire, come recitava lo striscione, "Che di scuola e di tagli non si muoia più!". Cortei e blocchi in varie parti della città hanno visto anche gli studenti medi in mobilitazione in questa giornata.

Ancora una volta l'Onda invade le facoltà, le strade, parla alla città. Dopo le autoriduzioni a teatro ed alle mense, continua la campagna per l'AutoRiforma...

Verso lo "Sciopero generale e generalizzato" del 12 dicembre!


Per comunicati, foto e report delle mobilitazioni del 28 novembre in tutta Italia: http://www.uniriot.org/

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mercoledì 26 novembre 2008

Venerdì 28 Novembre: Giornata di Mobilitazione Modenese No Tremonti / No Gelmini



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Verbale assemblea del 25/11/2008

Ordine del giorno:

  1. Distribuzione e diffusione dei volantini inerenti il "corteo funebre" del 28 novembre e autofinanziamento;
  2. Ultimazione dell’organizzazione “di piazza” della suddetta manifestazione del 28 novembre;
  3. Questione Cda Università posta da Sinistra Studentesca;
  4. Proposta seminariale sul “Progetto per l'AutoRiforma dell'Università”;
  5. Ragionamenti intorno a “Notte bianca”, “Maratona didattica” e seconda tranche “Lezioni in piazza”.
  • Domani (26/11), nel pomeriggio, un gruppo si distaccherà dall’aperitivo autogestito ed andrà ad affiggere i volantini "stile-necrologio" per il "Funerale dell’Università e Scuola pubblica" nel centro di Modena. Altri volantini possono essere affissi nei quartieri e nei punti nevralgici della città dai singoli membri del collettivo. Inoltre, detti volantini ed uno più generale sono stati distribuiti agli altri collettivi organizzatori ed alle realtà aderenti per una più capillare pubblicizzazione. LettereInMovimento farà distribuzione di massa all'Infopoint previsto per il 26/11, di concerto con l'aperitivo autogestito. Sono stati raccolti 30,00 euro per l’autofinanziamento. Per quanto riguarda l’aperitivo autogestito, l’assemblea delega Deppa ed altri per l’acquisto del necessario;
  • Per la concreta realizzazione del "Funerale di Università e Scuola pubblica" ci saranno casse e generatore, fornite da Giuseppe Ciccarese, ed una automobile fungente da camioncino, fornita da Manfredi. Nella rappresentazione avremo la "Morte sui trampoli" e la defunta Università portata su di un carretto. Il corteo funebre distribuirà volantini e tutti i partecipanti saranno piangenti, vestiti di nero e con i ceri in mano;
  • Discussione della proposta inviataci da Sinistra Studentesca riguardo al fatto di sollecitare la creazione di una commissione di controllo interna al Cda dell’ateneo, la quale si occupi di controllare i fondi extra (e non controllabili) che dovrebbero arrivare, all'Università di Modena e Reggio Emilia, dal Ministero in quanto omaggiata della categoria di “ateneo virtuoso” (in base al Dl 180/08). La proposta ha diversi punti oscuri dal punto di vista pratico e politico, quindi l’assemblea invita Mirko Corsini alla propria prossima convocazione (martedì 2 dicembre, ore 17, Aula Nuova, Lettere), rappresentante di Sinistra Studentesca, per chiarimenti e delucidazioni in merito;
  • L’assemblea propone e appoggia l'idea di un incontro seminariale (che si dovrebbe tenere il 10 dicembre dalle ore 17:00, Aula magna, Lettere, per non intaccare gli orari delle lezioni) per discutere il "Progetto per l'AutoRiforma dell'Università" scaturito dalle assemblee e dai workshop dell’Onda alla Sapienza, Roma. Gli esponenti degli altri collettivi presenti all'assemblea (CollettivoEconomia, LiberiPensieri, UniMOnda), cui è stata consegnata una copia del "Progetto", si impegnano a coordinarsi con esponenti di LettereInMovimento per un punto preliminare su detto "Progetto" al fine di poterlo esporre collegialmente e criticamente all'interno dell'incontro seminariale approvato. La discussione coinvolgerà docenti, ricercatori e studenti.
  • Il quinto punto non è stato organicamente affrontato. Sara, portavoce del gruppo "Relazioni con l'Esterno", ha incontrato i due docenti che avevano risposto positivamente all'appello per una seconda tranche delle "Lezioni in piazza". L'ipotesi maggioritaria, dati i problemi logistici causati dal meteo e dalla scarsa adesione dei docenti, è quella di tenere detto ciclo di lezioni nella sala d'aspetto della stazione di Modena, al fine di sensibilizzare quanta più gente possibile, ma non è stato deciso nulla di definitivo in merito; l'idea prevalente in assemblea è quella di legare gli eventi della "Maratona didattica" e della "Notte Bianca" in un'unica circostanza. Infine, a tal proposito, si è delegato il gruppo Creativo per la presentazione di una bozza di progetto da sottoporre all'assemblea.

La prossima assemblea di LettereInMovimento è fissata per martedì 2 dicembre 2008 alle ore 17.00 in Aula Nuova.

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martedì 25 novembre 2008

Mercoledì 26/11: Aperitivo autogestito a Lettere

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Il simulacro dell'Eccellenza per mantenere lo status quo... da Uniriot...

Postiamo un interessante articolo su Eccellenza e Meritocrazia:

Le parole non sono né neutre né oggettive: disegnano un campo di battaglia. Così, Gelmini invoca il cambiamento per conservare lo status quo, trovandosi non a caso i "baroni" come unici alleati nel mondo della Formazione. Oppure si può sostenere l’eccellenza per organizzare quel processo di dequalificazione dei Saperi che permea l’Università della (fallita) riforma. L’eccellenza, scriveva negli anni Novanta il teorico nordamericano Bill Readings, non è un criterio o uno standard valutativo: è la risposta ai movimenti studenteschi del Sessantotto, il «simulacro dell’idea di Università», la riformulazione in termini aziendali dell’accademia humboldtiana, trasmutata in sito per coltivare le «risorse umane» attraverso il calcolo costi-benefici.

L’eccellenza – e il suo concetto gemello, la meritocrazia – sono parole prive di un referente. Come il caso anglosassone dimostra, infatti, nei cosiddetti centri di eccellenza non necessariamente si trasmettono conoscenze qualificate: sono luoghi che consentono di accumulare “capitale sociale” e “umano”, di entrare a contatto con lo star system (figure di fama mondiale strapagate per portare lustro a istituzioni il cui quotidiano carico didattico è interamente scaricato sui precari), di accumulare credito nei meccanismi di inclusione differenziale che governano il mercato della Formazione.


Al suo interno, il valore – delle corporate university e della forza lavoro – viene prodotto attraverso unità di misura artificiali: dal sistema dei crediti ad una sorta di reference economy. Ciò non ha nulla a che vedere con la qualità della Ricerca e della Didattica: è noto come si creino lobby accademiche in cui ci si cita vicendevolmente per aumentare – artificialmente, appunto – il proprio valore, permettendo loro al contempo di decidere la posizione delle riviste nel mercato dei crediti e la composizione della peer review.

I sistemi di valutazione, lungi dall’essere quel criterio oggettivo descritto dai liberali italiani, costituiscono in realtà l’imposizione di un rapporto di forza. Un’altra unità di misura del valore è costituito dal numero dei brevetti, la cui nocività per l’innovazione e la qualità della Ricerca – dalle nuove tecnologie al genoma – è ormai tema dominante tra gli stessi teorici neoliberali.

Diciamolo chiaramente: eccellenza e meritocrazia sono quindi la cifra retorica che organizza l’aziendalizzazione dell’università, la misurazione artificiale dei saperi e i processi di gerarchizzazione del mercato del lavoro. Ma questa è anche la grande contraddizione del capitalismo contemporaneo, che deve continuamente bloccare la potenza del sapere vivo per poterlo controllare e segmentare. Attenzione, però: la lotta contro la retorica dell’eccellenza non può celare alcuna nostalgia per l’Università del passato, proprio perché sono oggi i residui di quel passato, ovvero il governo feudale degli atenei, la via italiana all’aziendalizzazione, come forma per difendere i propri privilegi.

L’Onda Anomala sta invece rovesciando la retorica della meritocrazia in pratica della qualità dei Saperi e della Ricerca: ciò che è stata chiamata Autoformazione è la fuga dalle macerie dell’università per sottrarre l’eccellenza dalle gabbie del declassamento e coniugarla con la libertà, in quanto autonomia delle forze produttive e del sapere vivo. Ciò significa che il problema non sono i fondi al sistema universitario, perché questo è spaccato al suo interno da linee di potere e subordinazione. La questione diviene immediatamente la rivendicazione di fondi per l’autonoma attività di Formazione e Ricerca di studenti e precari. Questa è la sfida che il movimento ha lanciato con l’AutoRiforma. Una sfida, questa sì, d’eccellenza.

Gigi Roggero (dottorando e ricercatore presso Università della Calabria) - Uniriot

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domenica 23 novembre 2008

Tagli Strutturali.... Come titolava l'Unità oggi... Per ricordare Vito Scafidi, ragazzo...

La tragedia avvenuta al Liceo scientifico C. Darwin di Rivoli, ieri sabato 22 novembre, e che ha visto la morte di un ragazzo di 17 anni, Vito Scafidi, oltre che il ferimento di altri studenti a causa del crollo del soffitto di un'aula, testimonia che la sicurezza degli edifici scolastici è una priorità non più rinviabile.

Postiamo un comunicato fatto circolare dalla Flc/Cgil:

Siamo indignati e sconcertati per l'ennesimo incidente mortale avvenuto in una scuola.
La sicurezza dei luoghi deputati alla formazione dei giovani è la grande opera che chiediamo a gran voce al Governo di garantire rapidamente, attraverso un piano straordinario di finanziamento cui destinare le risorse necessarie, reperibili dai capitoli di spesa già destinati ad altre opere infrastrutturali, di ben altro significato e valore!
Invitiamo i docenti a dedicare la prima ora di lezione di lunedì ad una riflessione e discussione con gli studenti su questa ennesima tragedia, proponendo appelli e/o documenti a sostegno della richiesta di interventi immediati, affinché dalle parole, vuote, si passi a decisioni concrete.
Nell'esprimere il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia di Vito Scafidi, agli studenti feriti e alle loro famiglie, a tutto il personale e agli studenti del Liceo scientifico C. Darwin di Rivoli, ci impegniamo ad aprire una vertenza Sicurezza con le istituzioni responsabili, al fianco dei lavoratori, degli studenti, dei genitori e di quanti, come noi, non accettano l'ineluttabilità di simili, gravi episodi.

Postiamo un link che rimanda ad un articolo di Corriere.it, che racconta della giornata di oggi, domenica 23 novembre, a Torino fra presidii, rabbia, cortei e irruzioni al "Festival del Cinema", oltre che delle reazioni politiche alla vicenda:

http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_23/presidio_studenti_genitori_crollo_scuola_rivoli_6d7d68dc-b93c-11dd-8d8e-00144f02aabc.shtml






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sabato 22 novembre 2008

Piena solidarietà agli studenti per la mobilitazione di venerdì 21 novembre...

Riguardo alla giornata di mobilitazione cittadina contro le politiche distruttive del duo “Tremonti/Gelmini” inscenata fra le strade di Modena nella mattinata di ieri, venerdì 21 novembre 2008, dal collettivo “Studenti Modena Uniti”, la quale ha visto una cospicua partecipazione della componente studentesca dei medi-superiori oltre che la solidarietà di LettereInMovimento; riguardo alla consueta opera di demonizzazione, a titoli cubitali, operata dai mezzi di comunicazione locale, anche rispetto ad ambienti politici connotati, a priori, in termini spregiativi; riguardo alle assurde richieste di denuncia penale operate da alcuni rappresentanti politici del centro-destra cittadino; riguardo alla presa di distanza da parte di Generazione Democratica

come Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi
(LettereInMovimento, CollettivoEconomia e UniMOnda)
affermiamo quanto segue
  • le forme del “corteo spontaneo”, del “blocco temporaneo del traffico cittadino”, del “sit-in per strada” costituiscono legittime pratiche del movimento e di qualsiasi altra soggettività in lotta; quindi, non c'è nulla da obiettare né, tanto meno, da blaterare “all'illegalità”;
  • di fronte alla sistematica dismissione di Scuola ed Università operata dal Governo, questa sì costituzionalmente illegale, non vediamo veramente quale serio problema possa costituire una mattinata di protesta imprevedibile, irrappresentabile ed anticonformista quanto assolutamente pacifica;
  • non esiste una lotta dal “viso pulito” ed una dal “viso sporco”, come gli interventi di Generazione Democratica lascerebbero presupporre; esiste una lotta unitaria contro i provvedimenti legislativi del Governo, la quale si può intendere secondo differenti concezioni e modi d'agire, sempre nel solco della trasparenza d'azione.

Chiarito ciò, esprimiamo piena solidarietà all'Onda moltitudinaria di studenti che ha Travolto e Bloccato la città, confermando l'unità d'intenti espressasi in doppia forma:

  1. con la firma congiunta, di "Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi (LettereInMovimento, CollettivoEconomia, UniMOnda)" e del collettivo “Studenti Modena Uniti”, in calce all'appello che convoca per il prossimo 28 novembre una Giornata di mobilitazione modenese allargata a tutte le locali soggettività politiche, sindacali, associative, studentesche che si sono espresse contrariamente rispetto ai progetti “Tremonti/Gelmini”;
  2. con la conclusione, scelta simbolicamente forte, del corteo spontaneo di ieri in piazzale Sant'Eufemia, di fronte alla facoltà di Lettere e Filosofia, sede del collettivo LettereInMovimento, cui si è risposto positivamente presenziando al presidio finale (e qualcuno al corteo), oltre che srotolando uno striscione di sostegno agli studenti scesi in piazza.

Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi
(LettereInMovimento, CollettivoEconomia e UniMOnda)


Indichiamo, infine, un link dove trovare il comunicato fatto circolare del collettivo "Studenti Modena Uniti":

http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=425186865&blogID=451188726

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Appello per adesione alla Giornata di mobilitazione modenese "No Tremonti/No Gelmini"!

Il presente appello è stato girato a tutte le realtà politiche, sindacali, associative e studentesche che in questo ultimo mese si sono battute, ognuna con differenti pratiche, contro i provvedimenti legislativi di cui sotto. Aggiorneremo via via le adesioni che ci perverranno.
Per venerdì 28 novembre 2008
Momento di mobilitazione nazionale dislocata sui territori, lanciato dall’assemblea dell’Onda alla Sapienza, ripreso ed organizzato, nel locale, dai collettivi universitari riuniti sotto il coordinamento “Ateneo di Modena in Rivolta” (LettereInMovimento, CollettivoEconomia, UniMOnda, Collettivo LiberiPensieri) e dal collettivo studentesco “Studenti Modena Uniti”.
  • Contro le leggi 133/08, 169/08, il Dl 180/08, la Finanziaria 2009, il Ddl Aprea e le “Linee Guida del Governo per l’Università”;
  • Contro lo smantellamento e la dismissione del carattere pubblico e laico di Scuola, Università e Ricerca;
  • Contro la pretesa di far pagare la crisi economica globale ai lavoratori, agli studenti ed ai precari;
  • Per discutere il “Progetto per l'AutoRiforma dell’Università” proposto dal movimento de l’Onda;
  • Per un Sapere critico, liberato ed interdisciplinare;
  • Per rilanciare una prospettiva di lotta che ci conduca alla grande giornata del 12 dicembre con le parole d’ordine dello “Sciopero generale e generalizzato”.

La Giornata di mobilitazione modenese è stata prefigurata in questa maniera: concentramento in piazzale Sant’Eufemia alle ore 17.30 per muovere in corteo, attraversare il centro storico della città e concludere in piazza della Pomposa. All’interno del percorso, come soggettività organizzatrici abbiamo pensato di dar vita al “Funerale dell’Università e della Scuola pubblica”, tramite azioni comunicative, teatrali e creative che si svilupperanno in una dinamica di coinvolgimento della cittadinanza; quindi, fermandoci in diversi punti del tragitto.

Al termine del corteo non sono previsti né palchi né comizi.

Si invita a comunicare la propria adesione e la propria presenza presso questo indirizzo mail: assemblealetteremo@gmail.com

Come coordinamento dei collettivi universitari “Ateneo di Modena in Rivolta” e collettivo “Studenti Modena Uniti” invitiamo le soggettività politiche, sindacali, associative e studentesche contattate a dare la precedenza ai contenuti piuttosto che alle simbologie.

Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi universitari
(LettereInMovimento, CollettivoEconomia, UniMOnda, LiberiPensieri)
collettivo “Studenti Modena Uniti”

Adesioni da parte di organizzazioni

Arci Modena

Associazione Alkemia

Casa dei Giovani della Sinistra

C.ollettivo A.utonomo M.odenese

Coordinamento GenitoriModena

Csp-Csu

Flc/Cgil

Generazione Democratica

Italia dei Valori

La Scintilla

Rdb/Cub Modena

Rifondazione Comunista

Sinistra Studentesca

Mauro Tesauro - insegnante di Lettere e capogruppo Verdi in Consiglio comunale


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venerdì 21 novembre 2008

Tentano di stroncare il movimento!

Adunata Sediziosa! 15 studenti denunciati per i fatti di Piazza Navona. Noi non abbiamo paura!

Roma: Oggi alla Sapienza si è tenuta la conferenza stampa per parlare e comunicare con tutti in merito alla gravissima vicenda delle denunce, che sono arrivate in queste ore, ai danni di 15 studenti dell'università per i fatti di piazza Navona. L'ipotesi della magistratura - tutta da verificare visto che molte persone denunciate neppure erano presenti nella piazza durante i fatti - è che questi studenti sono passibili di un'accusa per lesioni, rissa e adunata sediziosa. Queste denunce non parlano di quello che è realmente accaduto in piazza Navona. L'unica adunata sediziosa che si è tenuta il 29 ottobre è quella di un gruppo di neofascisti armati di tutto punto e mililtarmente organizzati che entrano in una piazza -in cui si stava tenendo una manifestazione, questa sì autorizzata e pacifica, contro l'approvazione del decreto Gelmini - per aggredire indiscriminatamente gli studenti medi ed universitari. Anche l'accusa di rissa oltre a non corrispondere ad una verità giuridica, risponde ad una precisa esigenza politica del Governo: quella di equiparare un gruppo sparuto di neofascisti alla potenza del movimento dell'Onda. Continueremo a ribadire che quel giorno a piazza Navona non ci sono state due aggressioni simmetriche, non c'è stata una rissa, ma un'unica aggressione di un gruppo ben definito ai danni di tutti gli studenti. In questi giorni continueremo a dire che "Noi non abbiamo paura" nè di affermare la qualità antifascista di questo movimento, nè di queste denunce. Noi non abbiamo paura di un Governo che prova con queste accuse ad intimidirci, criminalizzarci e metterci all'angolo. Noi non abbiamo paura, e per questo continueremo a produrre momenti di conflitto e di protesta con l'intelligenza e la determinazione che ci ha caratterizzato fino ad ora.

Uniriot

LettereInMovimento esprime incondizionata solidarietà agli studenti denunciati!

L'ONDA E' ANTIFASCISTA!

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Sciopero selvaggio! L'Onda travolge/blocca la città!

L’Onda Anomala continua a far sentire la sua voce. Anche a Modena!

Nella giornata odierna (21/11), il collettivo "Studenti Modena Uniti" ha lanciato una giornata di mobilitazione cittadina, con l’intento di tenere viva l’attenzione sulla lotta degli studenti, contrapponendo all'arroganza del governo pratiche di blocco della città e sciopero selvaggio. L’appuntamento invitava gli studenti medi e delle superiori a radunarsi al parco Novi Sad, alle ore 9:00, per poi dare vita ad un corteo spontaneo per le strade cittadine.
Dal corteo spontaneo, di circa un migliaio di studenti, è partito immediatamente lo slogan: “Se non cambierà, bloccheremo la città” e così è avvenuto; infatti, il corteo si è fermato in fondo a viale Monte Kosica effettuando il primo blocco della mattinata. Ma l’Onda non si è fermata! Gli studenti sono ripartiti ed hanno dato vita a vari blocchi spontanei in diverse zone della città, paralizzandone il traffico per alcune ore. Il corteo si è diretto poi verso il centro della città, entrandovi al grido di “Siamo tutti antifascisti” e “Noi la crisi non la paghiamo”, terminando con un presidio in piazzale S.Eufemia, sede della facoltà di Lettere e Filosofia e del collettivo universitario LettereInMovimento (alcuni esponenti del quale si sono uniti al corteo ed al presidio finale esponendo uno striscione di fronte alla facoltà, ndr), per rilanciare la solidarietà e l’unità di intenti tra studenti medi ed universitari, aderendo pubblicamente alla Giornata di mobilitazione modenese "No Tremonti/No Gelmini", lanciata per venerdì 28 novembre dai collettivi universitari.

Siamo l’Onda che non si cavalca, siamo l’Onda che vi travolge!!!

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giovedì 20 novembre 2008

Solidarietà al prof. D'Addato... anche da parte di LettereInMovimento...

Il collettivo UniMonda segnala uno spiacevole evento di cattiva informazione che ha avuto come protagonisti i due quotidiani “L’Informazione” e “Il Resto del Carlino” e il sito web dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

A seguito della diffusione da parte del prof. Sergio D’Addato (l’organizzatore della prima assemblea sulla legge 133 presso il Campus) della mail informativa riguardo alla mozione votata dall’assemblea del 28 ottobre, alcuni studenti si sono lamentati, accusando il professore di abuso di potere, propaganda politica ed uso illegittimo dei dati degli studenti; questi malumori hanno trovato sfogo in due diversi articoli pubblicati prima su “L’Informazione” e “Il Resto del Carlino” e subito dopo nella rassegna stampa del sito web dell’Università di Modena e Reggio Emilia (in data 5 Novembre 2008).

Vi chiediamo di leggerli attentamente: gli articoli riferiscono di una denuncia, a nome di una popolare associazione studentesca (Azione Universitaria), della mail del prof. D’Addato e del suo contenuto. Si parla di “mail politicizzata, di professori agitatori di popolo ed uso improprio del canale delle comunicazioni d’Ateneo”.

Il collettivo UniMOnda ritiene necessario chiarire pubblicamente alcuni aspetti della questione:

  • La diffusione di una mail informativa sugli eventi che avvengono nell’Università, fatta attraverso le liste d’Ateneo, non comporta nessuna violazione del regolamento universitario ed è del tutto lecita (invitiamo Azione Universitaria, che ha attaccato il professore a consultare il regolamento d’Ateneo);
  • Con la sua mail il professore non fatto nessun tipo di propaganda, ma semplicemente informato gli studenti di un evento che riguardava l’Università in prima persona e di cui questi ultimi dovrebbero essere i primi rappresentanti (per rendersi conto di ciò basta leggere il testo della mail e della mozione inviati da D’Addato);
  • In questa vicenda l’unico abuso di potere dovrebbe essere attribuito al quotidiano “L’Informazione” che ha pubblicato, senza alcuna comunicazione all’interessato, i dati personali del prof. D’Addato, ed una sua foto, scaricata dal sito web dell’Università senza alcun permesso.
UniMOnda ritiene che questa vicenda, nel suo piccolo, rappresenti un esempio della campagna di discredito, che, ogni giorno, Tv e giornali nazionali conducono nei confronti dei movimenti di protesta e delle spontanee autorganizzazioni universitarie che protestano contro lo stato attuale e le ultime decisioni governative in merito al contesto accademico. Con questa mossa giornalistica di bassa qualità non solo si offende, in maniera ignobile e vigliacca, il prof. D’Addato, ma si distoglie l’attenzione dal valore delle assemblee che ci sono state e dalla mozione che ne è derivata.

In questo momento difficile esprimiamo tutta la nostra solidarietà al professore, riconoscendogli ancora una volta il merito di essere stato il primo a sollevare la questione all'interno del Campus.

Collettivo UniMOnda

LettereInMovimento sottoscrive parola per parola questo documento ed esprime la propria incondizionata solidarietà al prof. D'Addato.

p.s: per consultare la mail e gli articoli in questione basta andare sul blog di UniMOnda (http://unimonda.blogspot.com/), nella sezione Documenti e Rassegna Stampa.

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mercoledì 19 novembre 2008

Dopo la Cgil, anche i sindacati di base... 12 dicembre: Sciopero generale e generalizzato!

Da InfoAut.org

12 dicembre - Sciopero generale dei sindacati di base

L'aveva chiesto il movimento dell'Onda con striscioni espliciti nelle ultime manifestazioni locali e nazionali. Ma l'avevano chiesto anche molti lavoratori e delegati di base dei singoli comparti del mondo del lavoro. Cosi, i sindacati di base indicono un nuovo sciopero generale di tutte le categorie, dopo quello del 17 ottobre scorso: uno sciopero generalizzato, uno sciopero politico: contro il governo Berlusconi e il suo programma di macelleria sociale.

Cub, Cobas e SdL mettono quindi nero su bianco una propria iniziativa, nello stesso giorno di quella della Cgil.

"NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI!"

"Gli obiettivi? La Finanziaria, i tagli e la privatizzazione di Scuola e Università, la cancellazione della legge 133 e della 169 (ex-decreto Gelmini), l'utilizzo del denaro pubblico per forti aumenti salariali e pensionistici, la tutela di Scuola, sanità e servizi sociali contro il salvataggio di banche fraudolente e speculatori; e ancora: la precarietà e l'abolizione delle leggi Treu e 30, la sicurezza nei posti di lavoro, la difesa del diritto di sciopero e il recupero dei diritti sindacali sequestrati dai sindacati concertativi"

Intanto si registrano anche alcuni spostamenti in casa Cgil, con la Fiom che annuncia la volontà a raddoppiare le ore dello sciopero del 12 dicembre da 4 ad 8 ore.

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martedì 18 novembre 2008

Verbale assemblea 18/11/2008

Ordine del giorno

  1. Resoconto dei documenti elaborati a Roma nell'assemblea plenaria del 16/11/2008. Approvazione volantini e documenti prodotti dal collettivo per l'Infopoint;
  2. Questione Spazi;

  3. Proposte per seconda tranche "Lezioni in piazza";

  4. Funerale dell'Università pubblica;

  5. Organizzazione Infopoint;

  6. Autofinanziamento odierno del collettivo: 36 euro.

  • Resoconto assemblea nazionale del movimento tenutasi alla Sapienza. Proposta di convocare apposita assemblea che discuta i report formulati durante i wokshop di sabato 15 novembre 2008 e approvati dalla plenaria del 16 novembre, in Roma. Lunedì 24 novembre si terrà alle ore 17 la suddetta assemblea politica.
  • Approvazione dei documenti da usare durante l'Infopoint: volantino fronte/retro “Controinformazione ragionata sul No a Tremonti e Gelmini”, moduli raccolta firme sostegno lavoro politico, volantino per aperitivo autogestito del 26/11 e opuscolo “Le ragioni di un Collettivo”.
  • Discussione inerente allo stato degli spazi disponibili per la didattica e per la socializzazione universitaria. Votata la proposta di inchiesta per denunciare sprechi dovuti al noleggio delle aule e stato dei locali di S.Eufemia. Presentata con iniziative pubbliche e coinvolgimento degli studenti. Percorso da decidere organicamente in altra sede e con altri tempi.
  • Discussione sull'organizzazione della seconda tranche delle "Lezioni in piazza". Decisa la proposta: il mercoledì dalle ore 12.00 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 17.00 alle 18.00. Il sabato mattina dalle 12.00 alle 13.00. Le piazze indicate sono Piazza Grande, Pomposa, Mazzini e Matteotti. Le tematiche previste: relative ai problemi dell'Università e la riforma, o sull'attualità, trattate dal punto di vista della propria disciplina o attraverso uno sguardo ed un'alleanza interdisciplinare. Si è lasciata la libertà ai docenti di poter svolgere in piazza la propria lezione, prevista dal proprio percorso didattico.
  • Il “Funerale dell'Università pubblica” è ufficialmente convocato per il 28 novembre 2008. Saranno coinvolti collettivi e realtà delle scuole superiori.
  • Il primo Infopoint è previsto per giovedì 20 novembre, dalle ore 12.00 alle ore 14.00, davanti a S.Eufemia. Il secondo per mercoledì 26 novembre, dalle ore 14.00 fino alle 20.00, con aperitivo autogestito dalle 17.30, Lettere. Il materiale è stato indicato e discusso al punto 1.

Martedì 25 novembre, ore 17, Aula Nuova, è convocata la prossima assemblea organizzativa del collettivo.

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lunedì 17 novembre 2008

Il contesto dal quale emerge e contro cui si infrange potentemente L'Onda...

INTRODUZIONE DELL’ASSEMBLEA PLENARIA NAZIONALE DEL MOVIMENTO
16 NOVEMBRE, UNIVERSITA’ LA SAPIENZA, ROMA.

Il movimento che tutti stiamo vivendo e che abbiamo contribuito a generare è un movimento straordinario. L’Onda ha fatto irruzione nel nostro presente e nel presente di questo Paese, mutando una scena, quella del governo delle destre, che sembrava suggerire solo senso di sconfitta e desolazione. La rottura definita dall’Onda ha infranto equilibri tutt’altro che marginali. Nel giro di poche settimane la popolarità del governo è profondamente diminuita; il movimento, intanto, è riuscito a codificare, con un linguaggio comprensibile ai più, un rifiuto esplicito della crisi economica globale. L’unità concertativa dei sindacati confederali sembra per adesso un ricordo lontano, mentre il 12 dicembre la Cgil propone uno sciopero generale di tutte le categorie. Non è tutto merito del movimento, indubbiamente, è senz’altro vero, però, che senza questo movimento tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Uno spazio enorme si è aperto, uno spazio conquistato dall’Onda, dalla sua forza, uno spazio che ci consegna una grande sfida politica. Ci siamo detti in più occasioni, infatti, che questo movimento non vuole perdere: un movimento nuovo, una grande marea generazionale che vuole riconquistare il futuro di cui è stata derubata. “Ci bloccano il futuro e noi blocchiamo la città”: non solo uno slogan, un modo nuovo per l’Università di praticare il conflitto. Un conflitto che parla non tanto e non solo del rifiuto dei tagli previsti dalla legge 133/08; piuttosto un conflitto in grado di contrapporre forza all’arroganza di chi vuole imporre la crisi socializzando le perdite di banche e imprese. Dopo anni di politiche neo-liberiste, d’improvviso si riscopre il debito pubblico, un debito pubblico che viene utilizzato per sostenere i privati e che penalizza ancora i giovani, i precari, la società tutta. Si taglia il Welfare, dopo che già tanto si era e si è fatto in questi anni nel senso della privatizzazione dei servizi.

La sfida politica che questo movimento ha posto è come sottrarre l’Università pubblica all’attacco finale che la Finanziaria Tremonti e il Governo Berlusconi in generale hanno disposto. Un attacco ben preciso che parla di una forma altrettanto definita di sviluppo che individua come priorità la salvaguardia di un modello economico fallimentare invece di investire sulla Formazione, sull’Innovazione, sulla Ricerca, in una parola sul nostro futuro. Una politica economica ben definita dalla legge 133/08 che prevede una serie di provvedimenti “volti a razionalizzare la spesa e il debito pubblico” tagliando indiscriminatamente su Scuola, servizi e Università. E ancora, insieme alla drastica riduzione del personale, si prevede la possibilità per gli atenei di trasformarsi in Fondazione di diritto privato, cancellando così il carattere pubblico dell’Istruzione, ovvero la sua qualità essenziale e un nostro diritto fondamentale.

Un movimento che non accetta rappresentanza, ci siamo detti a più riprese. Un movimento che guarda al cambiamento e che sa che il cambiamento non è delegabile, va agito da subito, nel pieno delle forme di auto-organizzazione e nel conflitto. Un movimento che ha saputo esprimere in modo chiaro ed inequivocabile il suo antifascismo e di concerto la sua capacità di parlare alla società tutta, partendo dalla sua specificità, ma con la tensione ad allargare quanto più possibile i temi della mobilitazione. Non solo: questo è un movimento che sta sperimentando nuove forme di organizzazione, superando anche qualsiasi forma di rappresentanza interna al movimento stesso.

Partiamo da quello che il movimento è già riuscito a determinare. La controffensiva del Governo infatti non è altro che il tentativo, mal riuscito, di far fronte all’evidente crisi (anche di consenso) prodotta dalla forza delle mobilitazioni. Il progetto di riforma presentato dal ministro Gelmini (dl 180/08 e “Linee Guida del Governo per l’Università”), pur attestandosi su una frettolosa e confusa retromarcia, cerca tuttavia di riproporre i punti centrali del complessivo progetto di dismissione dell’Università: il taglio dei finanziamenti viene ora giustificato dalle retoriche della differenziazione, dell’efficienza e della meritocrazia, che altro non sono se non i processi di dequalificazione dei Saperi, di gerarchizzazione e declassamento contro cui il movimento sta lottando. Pur predicando il cambiamento, il progetto di riforma del Governo rafforza i privilegi della casta “baronale” e la difesa dello status quo, scaricando su studenti e precari la doppia crisi, quella dell’Università e quella economica.

Ciò è dimostrato dalla proposta, proveniente da più parti, di innalzamento delle tasse universitarie, che possono essere pagate solamente attraverso l’introduzione massiccia dei cosiddetti prestiti d’onore. In realtà si tratta del ricorso a quel sistema del debito pienamente sviluppato nel mondo anglosassone che è alla radice dell’attuale crisi globale. Ancora una volta il Governo e il suo think tank non fanno altro che proporre l’importazione di ricette e modelli già falliti altrove.

Dunque, gli unici alleati del Governo all’interno del mondo della Formazione, sono in realtà quei “baroni” che, a parole, si dice di voler combattere. In questo contesto, l’unica forza di trasformazione è il movimento, che non solo si oppone ai disastri della legge 133/08, ma sta già costruendo le basi per un’altra Università. Laddove Stato e Mercato lavorano congiuntamente alla dismissione dell’Università, l’Onda Anomala lancia immediatamente la sfida dell’Autoriforma.

Chiariamo: per Autoriforma non intendiamo la definizione di un insieme di proposte tecniche da consegnare al legislatore di turno o a qualche attore specializzato nella mediazione politica o sindacale. Per Autoriforma intendiamo, al contrario, un processo costituente aperto, modificabile e implementabile che organizza quella potenza di conflitto e autorganizzazione nella produzione dei Saperi già presente in queste straordinarie settimane di mobilitazione, blocchi e occupazioni. La sfida, in altri termini, non si esaurisce nell’opposizione alla legge 133/08 e al futuro disegno di riforma organica (già prefigurato dal dl 180/08 e dalle “Linee Guida del Governo per l’Università), ma aggredisce immediatamente l’Università esistente. Il fallimento del “modello del 3+2” e dei tentativi di misurazione del Sapere attraverso il “sistema dei crediti”, è stato determinato dalla diffusa indisponibilità degli studenti ad accettare i meccanismi disciplinari e la continua dequalificazione della Formazione contenuti nella riforma Berlinguer-Zecchino.

L’Autoriforma quindi non è una semplice carta di intenti, né tantomeno un tentativo di burocratizzare l’irrappresentabilità del movimento. L’Autoriforma è invece l’apertura di un processo che già vive nelle pratiche del movimento, è un passaggio di consolidamento delle forme di autorganizzazione e un rilancio degli elementi del conflitto. L’unica verifica per questo processo è la capacità di tradurre da subito l’Autoriforma in concreti elementi di programma e di agenda politica.

Il movimento di queste settimane, che ha coinvolto tutto il settore della Formazione e dell’Istruzione, nasce da una parzialità per parlare il linguaggio della generalizzazione. “Noi la crisi non la paghiamo” condensa istanze e rivendicazioni che vanno oltre i confini classici di Scuola e Università, per porre immediatamente le questioni del Lavoro, del Welfare, della Precarietà e della Libertà. È su questo piano di generalizzazione che il movimento lancia la sua sfida anche verso il prossimo sciopero generale.


L'ONDA

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domenica 16 novembre 2008

Alla Sapienza si è conclusa l'assemblea nazionale del movimento! L'Onda discute, propone e rilancia le lotte!


Postiamo un breve resoconto da Ansa.it... Domani avremo i documenti e li pubblicheremo...

È stato approvato per acclamazione il "Progetto per l'Autoriforma dell'Università", redatto a Roma nel giorno conclusivo del week-end di assemblea nazionale del movimento, a cui hanno partecipato, ospitati in alcuni edifici occupati dell'ateneo La Sapienza, più di un migliaio di studenti di circa venti atenei diversi, provenienti da tutta Italia. Tra le linee programmatiche della «riforma dal basso», così come è stata definita dai suoi redattori, ci sono l'abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2», l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l'accesso gratuito per gli universitari a diversi servizi. Dopo i workshop di ieri, con circa 200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state presentate idee e proposte che hanno riscontrato ampio consenso tra gli studenti, come il riconoscimento di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti, l'abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l'abbassamento delle tasse universitarie (eliminate per gli iscritti appartenenti a fasce deboli). Sul fronte del Diritto allo studio, è stata invece annunciata una «campagna di azione» per l'accesso gratuito a cinema, musei e trasporti e sono stati proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un altro dei punti dell'autoriforma è l'abolizione delle classi di docenza, che al momento prevedono distinzioni tra associati e ordinari, e i finanziamenti diretti ai gruppi di ricerca. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa, dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no - ha commentato Giorgio Sestili, studente di Fisica - adesso ci auguriamo che anche i docenti valutino le nostre proposte». Dopo aver dormito con coperte e sacchi a pelo tra i banchi della Sapienza, gli studenti dei diversi atenei del Paese sono ripartiti per le loro città dandosi appuntamento al 28 novembre prossimo, per una nuova giornata di "agitazioni diffuse" contro la legge 133/08 ed il dl 180/08, e il 12 dicembre per uno sciopero generale «da concordare con i sindacati».

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venerdì 14 novembre 2008

L'Onda Anomala modenese invade Bologna, i treni e Roma!

LettereInMovimento, CollettivoEconomia e UniMOnda hanno partecipato alla manifestazione nazionale de l'Onda del 14 novembre. Ci siamo ritrovati, in un centinaio, presso la stazione di Modena nella serata di giovedì 13, alle 21.30, come pubblicamente preannunciato. L'intento era quello di scendere a Roma, passando da Bologna, con uno dei treni "speciali" contrattati dal movimento con Trenitalia (10 euro a/r), riaffermando e conquistandoci il diritto alla libertà di circolazione e manifestazione. Arrivati a Bologna, abbiamo partecipato, insieme ai collettivi bolognesi, al corteo spontaneo che ci ha condotti da via Zamboni alla stazione Centrale. Il treno "speciale", stracarico di manifestanti dell'area emiliana (circa 2000), è partito alle 2.30, arrivando a Roma intorno alle 7.00 del mattino. Immediatamente ci siamo riversati verso la Sapienza, luogo del concentramento del corteo universitario nazionale. La Sapienza "occupata" era già pronta, sin dal primo mattino, ad accogliere i manifestanti che si sarebbero fermati all'assemblea nazionale del movimento del 15 e 16 novembre (cui LettereInMovimento sarà presente con una delegazione), dalla quale emergerà il Progetto per l'Autoriforma dell'Università. L'enorme corteo partito dalla Sapienza, all'interno del proprio snodo (che ha visto confluire gli universitari di "Roma Tre" e gli studenti medi e delle scuole superiori) si è incrociato con l'altro corteo previsto (Cgil-Uil), mantenendo la propria autonomia, urlando la propria rabbia, attraversando ed inondando le strade senza tralasciare il lato ironico e gioioso della protesta, e, infine, portando a termine l'obiettivo, pubblicamente dichiarato, di "assediare" pacificamente Montecitorio; infatti, invece che dirigerci a piazza Navona, meta finale del corteo sindacale, abbiamo deviato, moltiplicandoci in mille rivoli inafferrabili, e ci siamo diretti sotto la Camera dei deputati (Montecitorio), ma anche verso il Senato e Palazzo Chigi, per esprimere, in tantissimi, tutta la nostra indignazione! Il nostro spezzone, collocato nel cuore del corteo, era aperto dallo striscione unitario: "Ateneo di Modena in rivolta! Noi la crisi non la paghiamo!". L'intera massa di persone che ha portato la propria lotta fra le strade della Capitale ha superato, nonostante i patetici ridimensionamenti della Questura, le 200.000 persone!

Ateneo di Modena in Rivolta/coordinamento dei collettivi (LettereInMovimento, CollettivoEconomia, UniMOnda)


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mercoledì 12 novembre 2008

Venerdì 14: l'Onda invade Roma...

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Appello della Sapienza Occupata per l’Autoriforma dell’Università e programma dell'assemblea nazionale del 15 e 16 novembre!

Postiamo il link:

http://www.uniriot.org/downloads/AppelloAutoriforma.pdf

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Verbale assemblea 11/11/2008

Assemblea di LettereInMovimento del 11/11/2008.

Ordine del giorno discusso:

1) Autofinanziamento;
2) Votazione del documento politico;
3) Organizzazione del 14 novembre e collaborazione tra atenei in vista della manifestazione a Roma;
4) Proposte per la seconda tranche delle "lezioni in piazza";
5) Lettera al Rettore;
6) Firme per il Rettore.

1) Autofinanziamento. All’inizio della riunione sono stati raccolti 62 euro, che, sommandosi a quelli precedentemente raccolti, formano un attivo di 80 euro.

2) Votazione del documento politico. L’atto costitutivo di LettereInMovimento è stato approvato in tutte le sue parti, dopo una discussione e una votazione punto per punto. Sarà, a breve, pubblicato sul blog.

3) Manifestazione a Roma. Dopo l’azione dimostrativa di venerdì, LettereInMovimento ha deciso di spostarsi verso Roma in treno, cercando di mobilitare quante più persone possibili. A questo fine, il collettivo ha in programma un massiccio volantinaggio, esteso anche alle scuole superiori.
I dettagli dello spostamento non sono ancora definiti, indicativamente l’appuntamento è alle 21:30 di giovedì sera in stazione, a Modena, per poi aggregarsi ai treni da Milano o agli studenti che partono da Bologna. Parimenti non è definito il nostro collocamento nel corteo, ma sarà presumibilmente all’interno dello spezzone "di movimento" degli atenei non romani, al seguito di quest’ultimi.
Sono state illustrate anche le modalità di svolgimento dell’assemblea nazionale del 15 e 16, a breve consultabili sul blog.

4) Proposte per la seconda tranche delle "lezioni in piazza". Ieri, 10/11, si è tenuta una riunione con i docenti riguardo alla seconda tranche delle "lezioni in piazza", purtroppo con scarsa affluenza a causa dello sciopero dei mezzi. Le proposte che sono emerse verranno discusse domani in Consiglio di facoltà ed in una assemblea organizzativa di azioni pratiche, prevista per lunedì 17/11, alle 17:00, Aula multimediale Lettere.
L’assemblea delega i propri portavoce per esporre le proprie idee in merito, rigurdo al succitato Cdf del 12/11. LettereInMovimento propone di concentrare una o due lezioni al giorno, di durata più breve delle ordinarie lezioni accademiche, tenute da insegnanti sia di Lettere che di altre facoltà. I temi da affrontare dovrebbero riguardare le materie dei docenti e le questioni di attualità.

5) Lettera al Rettore. In seguito alla mancata presa di posizione del Rettore, LettereInMovimento propone una lettera per sollecitare una sua pronunciazione in merito alla legge 133/2008 ed al dl 180/2008.

6) Firme per il Rettore. L’assemblea approva una raccolta firme per "provare" al Rettore ed agli altri organi il peso numerico del collettivo; pertanto le firme saranno quelle degli studenti di LettereInMovimento e degli altri collettivi formatisi nell’ambito della mobilitazione, oltre che di chiunque altro studente approvasse il nostro lavoro politico per come lo stiamo attuando.

La prossima assemblea di collettivo è fissata per martedì 18/11, Aula multimediale Lettere, ore 17.

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martedì 11 novembre 2008

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dl 180/08 su Università e Ricerca!

Si tratta della versione definitiva (qui consultabile integralmente Decreto Legge n. 180), e controfirmata dal capo dello Stato, del decreto legge licenziato dal Consiglio dei ministri del 6 novembre scorso (sul quale già avevamo espresso qualche parziale parere e postato il commento unitario dei sindacati confederali: http://lettereinmovimento.blogspot.com/2008/11/il-governo-fa-mezza-marcia-indietro-ma.html), circolato ufficiosamente fra gli organi di stampa.

Per una valutazione complessiva del dl 180/08 vi rimandiamo al più presto (ma rispetto ai punti che più contestiamo: blocco del "turn-over", possibilità per le Università di trasformarsi in Fondazioni, tagli pesanti ed indiscriminati, le critiche permangono le stesse in quanto non c'è traccia di modifiche, rispetto al testo ufficioso del 6 novembre; vi sono modifiche, invece, in particolare sulle modalità di svolgimento dei concorsi e sulla composizione delle relative commissioni).

LA LOTTA CONTINUA! DA OGGI ANCHE CONTRO IL DL 180/08!

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

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lunedì 10 novembre 2008

Sagge considerazioni....

Da il Manifesto del 09/11/08

Può sembrare che l'opposizione sociale emersa nelle scorse settimane abbia attenuato la furia regressiva scatenata sulla Scuola italiana. Alcuni segnali di parte ministeriale potrebbero apparire come recettivi delle domande del movimento. Massima deve essere quindi la nostra diffidenza. Abbandonata la iattanza dei mezzi, resta intatta la scelleratezza inaudita dell'intento governativo. A enunciarlo e avviarlo è la legge n. 133 dell'agosto scorso, esemplare per efficacia distruttiva accompagnata da furbizia truffaldina. Con le sue disposizioni intrufola una schiacciante compressione del sistema universitario in una legge finanziaria, per sottrarre l'una e l'altra al rischio referendario. La compressione è nella denutrizione programmata delle istituzioni universitarie (tagli progressivi, blocco del turn-over) e la trasformazione delle Università (per ora solo facoltativa) in fondazioni private. Siamo di fronte ad un progetto univoco di dismissione da parte dello Stato di un servizio pubblico essenziale. Siamo di fronte ad una legge che configura una enorme e clamorosa eversione dell'ordinamento.
L'articolo 33 della Costituzione affida alla Repubblica il compito, quindi l'obbligo di «istituire scuole statali di ogni ordine e grado». Non scuole private, quindi, ma statali e per tutte le ragioni che militano a favore di tale tipo di Scuola, dalla garanzia della libertà della Scienza e dell'insegnamento, a quello dell'apertura «a tutti» di ogni tipo di Scuola, di tutte le scuole. Princìpi ambedue costituzionalmente affermati, il primo nello stesso articolo, il secondo in quello successivo. Quello che attribuisce ai «capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi» e insiste nel richiedere la massima garanzia per l'effettività di tale diritto. Come si pone la trasformazione delle Università in Fondazioni di diritto privato a fronte del significato univoco di queste norme? La risposta immediata, obbligata, irrefutabile è una sola. Come aggiramento, neutralizzazione, violazione.
È esattamente quello che si mira a perpetrare con la legge 133 il cui articolo 16 (ai commi 2 e 14) stabilisce che, una volta istituite, le Fondazioni «perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica», la natura cioè di Fondazioni di diritto privato, e che «le disposizioni vigenti per le Università si applicheranno solo in quanto compatibili con la natura privatistica delle fondazioni stesse». Che altro si vuole per giudicare tali disposizioni come oppositive alla lettera e allo spirito delle norme costituzionali in materia? Si scagliano insieme contro la Ricerca, l'Istruzione, la Cultura, l'Eguaglianza, lo Sviluppo, la Civiltà stessa del nostro Paese. Solo l'abrogazione netta ed esplicita di tale articolo e del piano di denutrizione delle Università, cioè dell'attacco distruttivo predisposto in agosto, può consentire un confronto per una reale riforma dell'Università e della Scuola italiana. Non meno.

Gianni Ferrara - costituzionalista

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domenica 9 novembre 2008

Il Resto del Carlino - 9 Novembre - Corsivo polemico e nostra replica



Su Il Resto del Carlino in edicola oggi compare questo corsivo polemico e non firmato, intitolato: "E ora il collettivo 'spara' sul 4 novembre".

Come LettereInMovimento, ci teniamo a precisare quanto segue:

1) Sarebbe stato opportuno fare una cronaca della lezione tenuta dalla prof.ssa Procacci piuttosto che direttamente un commento stroncante e fazioso;

2) Riguardo a ciò che è scritto nel volantino, le nostre posizioni permangono intatte, specialmente per ciò che concerne le ingenti spese sostenute per mettere in cantiere queste "celebrazioni" oltre che per inviare, tanto per non fare che un criminale esempio, gli aerei d'attacco "Tornado" in Afghanistan, in contrapposizione con i disastrosi ed indiscriminati tagli ad Università e Ricerca;

3) Rispetto alla domanda "se fosse necessario che gli studenti se la prendessero con la memoria dei Caduti", crediamo che fosse necessario criticare duramente la strumentalizzazione politica della Storia fatta da questo governo, ad esempio mediante l'invio delle Forze armate nelle scuole con l'intento di spiegare il valore "eroico" della Prima Guerra Mondiale. Nessuno ha toccato la memoria dei Caduti; al contrario, si è voluto ricordare, mediante il parere documentato di un'esperta, come la maggior parte di quelle persone non fossero cadute per onorare un'astratta idea di Patria, ma in quanto obbligate dai comandi militari.

Chiariamo questo anche per replicare alla retorica "nazionalistica" del "se oggi abbiamo la libertà di poter pronunciare certe affermazioni, lo dobbiamo al sacrificio di chi ha dato la vita per tutti noi". A riguardo della libertà succitata, infatti, occorre ricordare che la Grande Guerra si lasciò dietro un paese fortemente lacerato che di lì a pochi anni vide annullare qualsiasi libertà sotto la dittatura fascista, i cui germi erano già presenti tra le posizioni "interventiste" del 1914-1915.

Siamo sicuri che se l'autore del corsivo polemico fosse stato in piazza Grande ad ascoltare la lezione avrebbe avuto la prova che non si intendeva disonorare la memoria di nessuno, ma essenzialmente operare una lettura critica e complessa dei fatti storici, troppo spesso oggetto di una maldestra utilizzazione isituzionale.


LettereInMovimento

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Sulla cresta dell'Onda! Obiettivo Autoriforma e Sciopero generale!

Editoriale pubblicato su il Manifesto e GlobalProject

Pensavano di aver usato le armi giuste stavolta. Dopo i manganelli della festa del Cinema, dopo le minacce di sgombero per le occupazioni, dopo le denunce e i neofascisti di piazza Navona, dopo i Cossiga e i Mantovano, il primato della comunicazione. Conferenza stampa per la Gelmini, toni meno dirigisti, anticipati dagli editoriali distensivi del Corriere della Sera, Giavazzi e Franchi in prima fila: questi giovani che protestano vogliono il cambiamento, il decreto aiuta gli studenti e i precari e combatte i baroni, la Gelmini fa parte dell’Onda! Sipario. Giochi linguistici, appunto, laddove ci si rende conto che i consensi calano e che il movimento sta vincendo e non si ferma. Astuzie della comunicazione che ci consegnano il nocciolo profondo del tentativo di riforma gelminiano: differenziare i finanziamenti per gli atenei, imporre la logica dell’efficienza produttiva, innalzare conseguentemente le rette e introdurre il numero chiuso, il tutto accompagnato da qualche briciola per le borse di studio o i prestiti d’onore. «Ne resterà soltanto uno», recitava un vecchio film: ne resteranno solo poche, eccellenti, ben finanziate e inaccessibili ai più, salvo per chi, poverissimo, sarà disposto a caricare sulle proprie spalle "ventenni" debiti per decine di migliaia di euro. La triste fine del debito privato americano la conosciamo tutti, si chiama crisi globale. Ma il movimento non si è perso nelle astuzie della comunicazione ed è andato al cuore della faccenda: senza il ritiro della legge 133 le lotte non si fermano. La giornata di ieri (del 7 novembre, ndr) ne è stata dimostrazione straordinaria: decine di migliaia di studenti e precari in corteo, a Roma, a Milano, a Napoli e in molte altre città. Niente male per una giornata di manifestazioni interamente auto-organizzata, a soli otto giorni dalla "grande mareggiata" del 30 ottobre. Ed è proprio a partire dallo storico risultato del 30 ottobre che il movimento della Sapienza in particolare, ma delle Facoltà Ribelli-Uniriot più in generale, ha rivolto un appello alle forze sindacali, di base e confederali, per dare vita e costruire assieme un grande sciopero generale in grado di paralizzare il paese e di imporre un’altra agenda in merito alle politiche sociali. L’offensiva che questo governo sta infliggendo alle istituzioni del Welfare ci pone di fronte ad un bivio epocale: accettare la dismissione delle garanzie pubbliche, riconquistare democraticamente il Welfare, trasformare questa riconquista in una grande sfida di nuova politica. Ed è proprio la democratizzazione della Ricerca e della Formazione in genere che sta a cuore a questo movimento. Autoriforma dell’Università, la parola d’ordine che attraversa le mobilitazioni, che compone l’agenda delle discussioni di facoltà. Non solo il blocco della città come nuovo strumento di sciopero, ma anche la proposta, la costruzione di un alternativa concreta, una grande potenza auto-normativa degli studenti e dei precari della Ricerca. Lungo la manifestazione del 14, durante la due giorni di assemblea nazionale che si svolgerà presso la Sapienza il 15 e 16, i temi saranno questi: lo sciopero generale per un verso, l’Autoriforma dell’Università per l’altro. Nello stesso tempo, la necessità di articolare lo slogan che non smette di fare il giro del paese, «Noi la crisi non la paghiamo!».

Francesco Raparelli - Dottorando di ricerca in Filosofia politica

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Comunicato conclusivo Incontro Nazionale 8 Novembre 2008 Firenze

L'incontro nazionale promosso dall'assemblea degli "Atenei toscani in mobilitazione" tenutosi l'8 novembre a Firenze ha rappresentato un primo momento di confronto tra realtà territoriali del movimento studentesco provenienti da tutta Italia. Nella discussione si sono socializzate le differenti forme di lotta e di conflitto espresse nei vari territori che andranno a confluire nella data nazionale del 14 novembre in cui il movimento studentesco attraverserà in modo autonomo la manifestazione indetta dai sindacati. Rilanciamo con forza l'appuntamento del 14 novembre, ribadendo l'unitarietà del movimento, sottolineando che in questa sede sono stati discussi i contributi elaborati dai territori, che ai territori e nelle rispettive facoltà devono tornare per divenire proposte all'interno del percorso di mobilitazione, che dovrà estendere la partecipazione a tutte le componenti sociali, ed in special modo al mondo della Conoscenza, perché la Formazione e la Ricerca devono tornare ad essere al centro dell'agenda politica del paese. Ribadiamo l'importanza dell'assemblea nazionale del 15 e del 16 novembre, a cui intendiamo partecipare contribuendo all'Autoriforma dell'Università durante gli Stati generali della Formazione indetti dalla Sapienza.

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sabato 8 novembre 2008

Il Resto del Carlino - 8 Novembre


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Incontro di molte realtà del movimento a Firenze... in preparazione dell'assemblea nazionale del 15 e 16 a Roma!

In queste ore, si sta svolgendo un incontro di molte realtà del movimento studentesco italiano (organizzato da Studenti di Sinistra e dall'assemblea degli "Atenei toscani in mobilitazione" e sostenuto da Udu, ambienti facenti riferimento alla Costituente per la Sinistra, Sinistra Universitaria, con i Giovani Comunisti in funzione di mediatori unitari, "le ali moderate-istituzionali de l'Onda" secondo il network delle Facoltà Ribelli-Uniriot ed il Coordinamento dei Collettivi, non presenti) in preparazione dell'assemblea nazionale prevista per il 15 e 16 novembre prossimi a Roma. Esso si tiene al plesso universitario Morgagni di Firenze, che ospita le facoltà di Ingegneria, Scienze, Farmacia e Medicina. Università occupata da 20 giorni e attività didattica sospesa da due settimane. Diverse realtà e rappresentanze da Napoli, Bari, Bologna, Milano, Torino, Palermo, Brescia, Ferrara, Ancona, Roma 3, Padova, Catania, Reggio Calabria, Siena, Chieti, Pavia, Cagliari, Genova e Perugia hanno aderito all'incontro di oggi. Assenti Roma Sapienza e Tor Vergata. "Con Roma un fraintendimento e non una rottura". Lo ha detto Francesco Epifani, leader degli Studenti di Sinistra. Quello di oggi è "un momento di incontro. L'abbiamo sentito - ha aggiunto Epifani - come un'esigenza per dare una fattezza al movimento studentesco". Epifani ha poi sottolineato che quello di oggi è "un momento di transito verso la manifestazione del 14 e l' assemblea nazionale del 15 e 16 a Roma". Ha infine sottolineato che "a Roma ci saremo anche noi. Finirà con un documento unitario". Sono circa 50 gli interventi previsti per oggi a Firenze, circa 300 i partecipanti.

La speranza di LettereInMovimento (non presente a questo incontro perché impossibilitata nei suoi esponenti; saremo a Roma...) è che il movimento de L'Onda non si spacchi, come è sempre successo, fra riformisti e radicali! Segnerebbe la sconfitta di noi tutti... I segnali (e le dichiarazioni...) non sembrano indicare tale pericolo, però sospettare è lecito e, forse, previdente...

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venerdì 7 novembre 2008

A Roma, il 14/11, come LettereInMovimento, si va in treno!

Come deciso durante l'odierna assemblea, in occasione della manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma il collettivo LettereInMovimento si sposterà in treno salendo, a Modena, su quello che partirà da Milano o da Padova, lì dove le varie realtà di movimento avvieranno nei prossimi giorni una vertenza sulla mobilità al fine di garantire un "prezzo politico" da parte di Trenitalia.

Nei prossimi giorni chiariremo dettagliatamente i luoghi e gli orari di ritrovo per la partenza.

Sempre per volere dell'assemblea, si è stabilito che chiunque volesse (specie quelle 37 persone di cui avevamo raccolto i nominativi), in alternativa, muoversi con i pullman messi a disposizione dalla Flc-Cgil è libero di farlo.

In ogni caso, l'ideale sarebbe spostarsi in massa con il treno "di movimento" anche al fine di concentrare meglio le forze, ed organizzare un degno spezzone all'interno del corteo, quando saremo giunti a Roma.

LettereInMovimento

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Tutt* uniti il 14 a Roma e tutt* a Modena il 29 novembre. Non dividiamo il movimento!

“LettereInMovimento” invita tutt* gli studenti universitari e delle scuole secondarie, corpo docente, personale tecnico-amministrativo a partecipare alla manifestazione indetta a livello nazionale dai sindacati confederali in occasione dello Sciopero generale di Università e Ricerca.

Invitiamo, altresì, tutte quelle sigle organizzate a prodigarsi per coinvolgere più persone possibili nella suddetta mobilitazione prevista a Roma per il 14 novembre.

Il governo Berlusconi mira a dividere “l’Onda Anomala” paventando fantomatici rinvii del processo di smantellamento dell’Università o inutili correzioni dell’ultima ora per “testare” la resistenza del movimento. Vogliono dividere le istanze degli universitari da quelle della Scuola primaria e secondaria.

Chiediamo oggi più che mai Unità. Tutti a Roma il 14 novembre, dunque!!

Perché non si esaurisca tutto nella giornata nazionale, rilanciamo nella giornata del 29 novembre un appuntamento locale, in cui tutte le soggettività politiche modenesi continuino la protesta per esprimere il dissenso contro questa idea liberticida, neoliberista e conservatrice della Scuola, dell’Università e della Ricerca.

È necessario, infatti, agire e dialogare soprattutto con il territorio, aprendosi alla società, estendendo cultura libera e critica a tutti e tutte.

Convinti dell’importanza che questo non sia il momento della divisione, ma quello di un atto di presenza forte e vigoroso di quei ragazzi e ragazze, uomini e donne che immaginano e pretendono un’Istruzione pubblica migliore che non sia ridotta ad un mero capitolo di spesa.

LettereInMovimento
Collettivo di Economia

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Ancora l'Onda Anomala a Modena! Corteo spontaneo, sit-in al rettorato e incontro con il neo-rettore Tomasi!

In occasione della giornata di mobilitazione nazionale lanciata dal movimento de l’Onda Anomala ed espressasi con numerose azioni dimostrative nelle realtà locali, a Modena il collettivo LettereInMovimento, insieme al neo-costituito collettivo di Economia e ad altri singoli studenti, ha dato vita, come manifestazione del proprio dissenso rispetto alle leggi 133/08 e 169/08, oltre che nei confronti del decreto-legge approvato ieri in Cdm ("Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, il reclutamento del personale e l'efficienza del sistema universitario"), ad un corteo spontaneo di circa un centinaio di persone concentratesi a Lettere che ha attraversato le vie cittadine avendo come meta gli uffici del rettorato, lì dove si è tenuto un sit-in di protesta occupando lo spazio al piano terra.

Lo scopo era duplice: estendere la lotta contro questi provvedimenti legislativi al di fuori delle singole facoltà, portandola, simbolicamente, all’interno del cuore amministrativo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e richiedere un incontro con il neo-rettore Aldo Tomasi per sollecitarlo a prendere una chiara posizione riguardo alle tematiche in oggetto.

Questi si è dimostrato disponibile a ricevere una nostra delegazione, composta da tre studenti rappresentanti dei collettivi.

L’incontro è durato circa 20 minuti. All’interno del dialogo, le posizioni del rettore rispetto ai temi postigli si sono rivelate, sostanzialmente, neutre e vaghe, adducendo al fatto che il decreto-legge di ieri non gli sia stato ancora ufficialmente recapitato seppure i contenuti siano pubblicati su tutti i quotidiani.

L’esito è stato questo: elusione di una presa di posizione decisa in presenza dei delegati dei collettivi, al contrario di altri rettori i quali hanno condannato senza mezzi termini i provvedimenti governativi, e rimando ad un intervento pubblico su tali temi per l’inizio della prossima settimana.

Inoltre, alla richiesta dei delegati dei collettivi di approvare una giornata di blocco della didattica in cui fosse possibile un’ampia discussione riguardo alle prospettive dell’Università e della Ricerca, tenendo conto che una larga parte di studenti (specie del Polo Scientifico) è impossibilitata ad una partecipazione attiva al confronto causata dalla presenza di numerose lezioni obbligatorie la cui non frequenza comporterebbe gravi disagi didattici, il neo-rettore ha risposto ponendo come discriminante quella che a chiederglielo fossero la maggioranza degli studenti attraverso i loro rappresentanti eletti negli organi.

La nostra idea è che la rappresentanza reale non si esprima solamente attraverso i rappresentanti eletti, ma attraverso “il corpo vivo” dell’Università, il quale sta portando avanti la lotta.

Durante lo svolgersi di un sit-in pacifico e propositivo, infine, si è manifestata la provocatoria presenza di Azione Universitaria (espressasi anche con battute idiote e sorrisi disturbanti), i cui esponenti erano impegnati a "volantinare" i presunti contenuti positivi del decreto-legge approvato ieri evidentemente in contrapposizione con la nostra iniziativa.

C’è da rimarcare il fatto che tali presunti contenuti positivi sono stati “smontati” pubblicamente, uno per uno, dagli esponenti dei collettivi, senza un minimo di contraddittorio da parte di Azione Universitaria nonostante la propria presenza in forze sul luogo, dimostrando la totale strumentalità della loro posizione.

Noi la crisi non la paghiamo!

LettereInMovimento
Collettivo di Economia

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giovedì 6 novembre 2008

Sabato 8/11 ore 12: Lezione in piazza della prof. Procacci







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Il governo fa mezza marcia indietro, ma non ci basta! Riflettiamo e continuiamo la lotta!

Leggete questi approfonditi contributi di Repubblica.it su quello che è successo oggi in Consiglio dei Ministri, cliccando qui:

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/governo-frena/governo-frena.html

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/provvedimenti/provvedimenti.html

L'IMPRESSIONE CHE CI SI VOGLIA PLACARE CON I CONTENTINI, I RIMESCOLAMENTI E LE PARZIALI MODIFICHE (soprattutto sul versante dei ricercatori da immettere in ruolo a più favorevoli e stratificate condizioni, e degli Enti di Ricerca, non delle Università, risparmiati dal blocco delle assunzioni previsto per le Pubbliche Amministrazioni, come da legge 133/08) E' FORTE E NE VA RESPINTO L'INTENTO!

Intanto fissiamo qualche punto scaturente, esclusivamente, da una sommaria analisi del decreto-legge ("Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, il reclutamento del personale e l'efficienza del sistema universitario") oggi approvato:

IL PRIMO è che si continua a legiferare sull'Università e la Ricerca a mezzo decreto-legge, scavalcando qualsiasi tipo di confronto, anche solo parlamentare (che, invece, dovrebbe esserci sul Ddl di riforma strutturale dell'Università, di cui si annunciano solamente le linee-guida).

IL SECONDO è che, secondo le parole della Gelmini stessa: "I tagli previsti per il 2010 (e, sottinteso, fino al 2013, ndr) resteranno: abbiamo un anno e anche di più per iniziare un percorso di riforme che rendano questi tagli meno dolorosi". La sostanza è che i tagli continueranno ad essere indiscriminati e brutali, effettuati nella scansione che conosciamo (1,5 miliardi di euro nei prossimi 5 anni).

IL TERZO è che il blocco del "turn-over" del personale salirà, in percentuale, dal 20% al 50% (da 2 nuovi accessi ogni 10 pensionamenti a 5 ogni 10), ma solamente per gli atenei con i conti in ordine, mentre, attenzione, quelli con i conti non in ordine (come se le Università fossero aziende!) e quelli che "spendono troppo in pagamenti" non potranno, senza mediazioni, assumere docenti e ricercatori! Sarebbe curioso, ad esempio, sapere come dovrà fare per andare ordinariamente avanti, con una norma stroncante del genere, una Università prestigiosa come quella di Siena (appunto in deficit finanziario)! E, in ogni caso, sempre di un grosso blocco del "turn-over" si tratta, seppure al 50%.

IL QUARTO è che la possibilità di trasformare le Università in Fondazioni private rimane immacolata, perniciosa e vergognosa quanto prima, non facendosene cenno alcuno.

IL QUINTO
è che la seguente affermazione virgolettata è superflua e mistificante in quanto riguarda una situazione precedentemente finanziata, come ci informa la Rdb/Cub: "I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal "turn over". 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del "turn over".

IL SESTO è che, nonostante non si non possano accogliere come positive le decisioni di incrementare, seppure minimamente, i fondi per le borse di studio e l'edilizia universitaria, queste stesse dovrebbero rientrare entro un piano generale di robusto finanziamento ed allargamento effettivo a tutta la massa studentesca degli strumenti componenti il costituzionale Diritto allo Studio, al fine di non essere percepite come pura "elemosina".

Aggiungiamo, infine, per completezza tecnica e contenutistica, un link al documento unitario approvato dai sindacati confederali (soggetti organizzatori dello sciopero di Università e Ricerca del 14 novembre prossimo) in relazione a tale decreto-legge:

http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/novembre/il_commento_unitario_al_decreto_del_6_novembre_su_universita_e_ricerca_e_sul_dpr_per_l_afam

IL GOVERNO DEVE CONFRONTARSI,

DIRETTAMENTE,
CON LA BASE REALE ED IL "CORPO VIVO"
DEL MOVIMENTO!

LA LOTTA CONTINUA!
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!






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